Frinzi: accoglienza o problemi di sicurezza?

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I commenti dei gruppi universitari sulla situazione in biblioteca.

Un post su Facebook da 250 e passa mi piace, con tanto di foto dello spazio antistante la sala consultazione al secondo piano della Frinzi. Nei giorni scorsi ha avuto notevole rilevanza mediatica la proposta di Nicolò Sesso, membro, nonché fondatore, del gruppo studentesco SUV – Studenti Universitari Veronesi, di attuare delle misure di sicurezza negli spazi della biblioteca Arturo Frinzi, visto la presenza, in alcuni spazi, di «soggetti chiaramente non interessati allo studio o alla consultazione di volumi».

1715049_furbetti_cartellino_1.jpg.pagespeed.ce.OEcwD7NqdXL’intento di Sesso, e del gruppo SUV, sarebbe quello di «inserire un controllo quotidiano sul possedimento dei requisiti necessari per utilizzare il posto in biblioteca» e «evitare con forza e prevenire che anche all’interno delle strutture universitarie come la Frinzi possano avvenire episodi di disagio e comportamenti non idonei al contesto accademico».

La proposta prende spunto dalle recenti misure adottate dalla Biblioteca Civica di Verona, che dallo scorso 11 gennaio ha attivato un servizio di sorveglianza «non solo per garantire un maggior rispetto delle regole ma soprattutto per consentire a coloro che studiano e consultano volumi e pubblicazioni di farlo senza essere disturbati», come ha dichiarato il sindaco Flavio Tosi. Questo a seguito di numerose segnalazioni di fatti gravi da parte di cittadini che lamentavano l’utilizzo improprio delle strutture e l’offesa del decoro pubblico.

Il gruppo SUV – Studenti Universitari Veronesi – come riportato dal suo ufficio stampa – «è da molto tempo che ha segnalato e riportato all’amministrazione casi simili e avendo ascoltato l’opinione e le segnalazioni di numerosi studenti ritiene che sia necessario, in funzione preventiva, ANCHE per l’Università di Verona aumentare il proprio grado di sicurezza all’interno delle strutture universitarie diventate di fatto punto di ritrovo per queste persone». E aggiunge che, dopo aver stimolato la discussione, il gruppo continuerà con le attività di controllo e monitoraggio e convocherà nei prossimi giorni un’assemblea pubblica, aperta a tutto il popolo studentesco per raccogliere proposte, iniziative e consigli.

Diversamente la pensa Daniela Pili, rappresentante studenti nel CUG – comitato unico di garanzia dell’università di Verona. «Mi dispiace che i soliti noti abbiano utilizzato, ancora una volta, l’emergenza umanitaria ed un presunto pericolo di sicurezza per darsi visibilità anche in vista della prossima campagna elettorale in cui alcuni sono coinvolti», riferendosi evidentemente all’impegno di Sesso nell’Associazione Battiti per Verona. «La Frinzi è una biblioteca che da sempre è aperta non solo a studenti ma all’intera collettività. Risulta chiaro che le persone che hanno occupato le sedie esterne agli spazi dedicati allo studio non abbiano causato alcun problema o disagio. Da sempre quelle sedie vengono occupate da chi vuole fare una pausa studio o da chi usa il proprio cellulare approfittando delle connessione wifi. Mi pare chiaro che non si possa desumere che gli studenti vivano situazioni di pericolo o ci siano situazioni di degrado. Dopo un colloquio con la direzione dell’Università  e dopo aver appurato che la situazione non crea alcun problema concreto, la biblioteca continuerà ad accogliere non solo gli/le studenti ma l’intera collettività».

sala-lettura-biblioteca-frinzi-universita-veronaDello stesso avviso anche Gianluca Piazza, per conto di UDU – Unione degli universitari di Verona, che aggiunge: «Come unione degli universitari dell’Univr desideriamo che la nostra università possa essere definita una comunità universitaria che sappia valorizzare le differenze della società su cui va a incidere e sappia affrontare la realtà in tutte le sue forme per rispondere alle mutevoli esigenze culturali e sociali di un determinato periodo. Per rispondere all’emergenza, tra l’altro, abbiamo lanciato la nostra iniziativa ”Emergenza Freddo – #VenetoSolidale” che ha la volontà di formare una rete tra le associazioni di volontariato già attive sul nostro territorio (Croce Rossa, Emergency, Ronda della Carità) in modo da coordinare le numerose attività di soccorso e sostegno.
Da qui a pochi giorni infatti istituiremo dei punti di raccolta di beni utili a debellare le difficoltà delle rigidi notti invernali per i senza dimora della nostra città. Di conseguenza riteniamo sia umanamente ed eticamente corretto che in questi giorni di emergenza freddo la Biblioteca Centrale Arturo Frinzi si offra oltre che come luogo di studio e consultazione anche come luogo di accoglienza e rifugio dalle fredde temperature invernali».

A chiudere le polemiche si pongono le parole della dott.ssa Daniela Brunelli, direttrice del sistema bibliotecario d’ateneo: «Sulla questione riporto il comunicato ufficiale dell’Ateneo, che sottoscrivo pieamente e al quale non ho nulla da aggiungere: L’università di Verona si impegna da sempre a garantire un accesso sicuro a tutte le sue strutture. Particolare attenzione è riservata ai luoghi frequentati dagli studenti e aperti al pubblico. Questo per assicurare a tutti gli utenti, interni ed esterni, di svolgere attività di formazione, studio e ricerca in un ambiente confortevole garantito dalla presenza vigile e costante di personale qualificato. Ad oggi non si sono verificati atti di vandalismo o di utilizzo improprio delle strutture universitarie».

La Redazione

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