“Progetto carcere 663”: un ponte e una guida

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Come opera l’associazione di Verona tra carcere e scuola.

“Progetto Carcere 663” è un’associazione di volontariato che da più di trent’anni opera nelle case circondariali portandovi la vita.
Nasce nel 1985, su idea del presidente dell’associazione, Maurizio Ruzzenenti, e del cappellano della Casa Circondariale di Verona, don Giuseppe Malizia. Si gettarono allora le basi per un ente in grado di creare un ponte fra la realtà dei detenuti ed il mondo esterno, un’organizzazione che col tempo si è allargata prima a Padova e poi, dalla fine degli anni ’90, a Vicenza. L’idea di base dell’associazione è quella di avvicinare i ragazzi, gli studenti, ad un mondo di sofferenza come il carcere, portandoli non a guardare, bensì a fare, giocare, svolgere attività sportiva.

11170290_895699880497613_5004313166716873182_oNegli anni, all’organizzazione degli incontri in carcere, molto apprezzati da studenti e detenuti, si sono affiancate collaborazioni con insegnanti, che richiedevano lezioni integrative da tenere in classe. Nell’ambito del progetto “Carcere e scuola”, allora, i corsi di educazione alla legalità si sono trasformati nel tempo in un servizio reso a tutte le scuole che ne fanno richiesta, e tenuti in base alle esigenze di ogni istituto. Le lezioni partono dalla necessità di informare sul rispetto delle regole e delle leggi, sulla tipologie di reato e sugli atteggiamenti che possono diventarlo.

Coprendo tutte le fasce d’età, dalle elementari alle medie inferiori fino alle scuole superiori, la peculiarità di questi incontri è che essi mettono insieme tutte le figure che ruotano attorno al carcere, dai detenuti ai magistrati, alle forze dell’ordine. Gli incontri diventano lezioni globali sulla legalità, e rappresentano quindi per i volontari un dovere civico.

Il riscontro da parte degli studenti è molto buono, rilevato attraverso questionari. I dati così ottenuti sono importantissimi in quanto ci si rivolge a ragazzi in fasce d’età fondamentali per la formazione dell’individuo.

Dopo la decisione del carcere di Montorio, nel 2014, di dare spazio unicamente alle visite guidate, a Verona l’attività nelle scuole è rimasta l’unica svolta da Progetto, oltre alla collaborazione con altre associazioni.

L’impegno è liberale e volontario e al momento coinvolge una quindicina di persone, con ruoli differenziati. A questo proposito, l’associazione è alla ricerca di studenti universitari che possano collaborare, presentando gli incontri con i testimoni, come moderatori, o con letture e commenti. Sul sito internet o su Facebook tutte le informazioni utili.

La realtà delicata e complessa delle carceri sembra riguardi solo una parte della popolazione, ma in realtà occupa tutti i livelli della società e in particolare le famiglie. È per questo motivo che risulta importantissimo avvicinare ad essa il mondo delle scuole, sensibilizzando alla legalità e formando i cittadini liberi di domani.

Francesca Cantone

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