Univr in musica: il coro Università di Verona

Coro Università di Verona

Un’esperienza di integrazione e socializzazione aperta a tutti

Articolo comparso nella sezione “Ateneo” del nº 44 di Pass Magazine

di Alessandro Bonfante

C’è un coro in Univr. Già questa potrebbe essere una notizia, per molti studenti. Ma c’è di più: è un coro molto attivo, che cerca nuovi sostenitori e componenti. Il Coro Università di Verona, gruppo studentesco nato nel 2001, offre la possibilità a tutti gli studenti dell’Univr di cimentarsi nel canto corale, in un gruppo unito e vivace. I componenti si incontrano tutti i mercoledì sera nella chiesa dei Santi Nazaro e Celso (Veronetta) e si esibiscono in occasione di eventi ufficiali dell’Ateneo, ma non solo. Lo scorso 9 giugno hanno tenuto un concerto nell’aula magna del polo Zanotto insieme al Kammerchor Schwabmünchen, dalla Germania, con cui hanno intrapreso un percorso di scambio. La serata, dal titolo “Stasera cantiamo un film?”, aveva come tema brani tratti da film e come obiettivo la sensibilizzazione sulle malattie al pancreas.

Cosa ci faceva un coro tedesco a Verona? Cosa c’entra il pancreas? Andiamo con ordine. Buona parte dei componenti, in totale circa 25, sono studenti Erasmus. «In molti paesi europei c’è una grande cultura musicale. Quando arrivano a Verona, molti cercano subito opportunità in questo senso, e il coro è pronto ad accoglierli. Diventa un’occasione di reale integrazione e socializzazione profonda», afferma Marcello Rossi Corradini, da qualche mese nuovo direttore. Così è stato per Stefan Siegel, arrivato a Verona dalla Baviera nel febbraio 2016: «Il coro si è presentato durante la giornata di orientamento, invitando nuovi componenti a partecipare. Così sono andato alle prove e mi è subito piaciuto il loro modo di unire pezzi classici e moderni. Dopo sole due settimane c’è stata la prima esibizione. È stato bellissimo». L’entusiasmo di Stefan nel raccontare le esperienze vissute con il coro è palpabile. «Ho potuto immergermi nel vero “spirito italiano”», dice riferendosi alle tante opportunità di socializzazione. Tornato in Germania, Stefan si è impegnato per una collaborazione fra il coro del nostro ateneo e quello della sua città, che ha invitato i veronesi a cantare al di là delle Alpi, per poi ricambiare con l’ultima esibizione. Un’altra collaborazione è invece nata con l’associazione Amici del Pancreas, grazie all’interessamento di alcuni cantori-studenti di medicina. Il coro è quindi andato ad allietare con le proprie voci la vita nelle corsie, oltre a ospitare un rappresentante degli Amici del Pancreas durante il concerto del 9 giugno per un breve momento di sensibilizzazione.

Tante persone e iniziative diverse, unite da un coro che ha pure ottimi risultati musicali. Com’è possibile tutto ciò? «Ognuno ci mette del suo e si impegna a partecipare. Veniamo perché ci piace e ci capiamo anche senza parole», questa la chiave, secondo Maria Steiner, studentessa altoatesina della magistrale di Lingue. «C’è tanta gente diversa, ma alla fine – grazie alla musica – siamo tutti uguali».

Alessandro Bonfante
Direttore editoriale di Pass Magazine da ottobre 2017, in redazione dal 2014. Laureato in lingue per il commercio e laureando alla magistrale di editoria e giornalismo.

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