I volti di Pass: Alice

Alice Stivala
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La rubrica dedicata al “dietro le quinte” del nostro giornale

Articolo comparso nella sezione “Backstage” del n° 47 di Pass Magazine

di Jessica Turato

Questo mese per la rubrica dedicata ai volti “meno in vista” di Pass, abbiamo scambiato qualche parola con Alice Stivala, a capo del team grafico del nostro magazine.

Innanzitutto, presentati.

Mi chiamo Alice, ho 24 anni e sono laureanda in design all’Accademia delle belle arti qui a Verona.

Come sei venuta a conoscenza di Pass e da quanto tempo collabori?

Ormai sono tre anni che collaboro, dal novembre del 2014. Sono venuta a conoscenza di Pass grazie alla mia coinquilina, che mi aveva messo in contatto con l’allora capo redattrice Miriam. Ho cominciato subito a prendermi cura della grafica del giornale perché, per casualità, proprio in quel periodo il magazine era rimasto senza nessuno a capo del team della grafica. Da allora mi sono sempre presa cura dell’aspetto grafico di Pass, e ho dovuto farlo anche “a distanza” in due occasioni, mentre ero all’estero in Erasmus, prima in Portogallo e poi in Turchia.

Cosa significa, nello specifico, prendersi cura dell’aspetto grafico del giornale?

Diciamo che mi occupo dell’impaginazione, nello specifico quindi, di dare una forma e un ordine agli articoli che i miei colleghi scrivono. A me gli articoli arrivano con una scaletta ben specifica che devo seguire quindi so già dove devo metterli, io li trasformo nel prodotto finale che verrà letto, utilizzando il programma di grafica “indesign”. Mi occupo anche di sistemare le fotografie accanto i pezzi che il nostro team fotografico riesce a procurarsi.

Avere un giornale comporta il coinvolgimento di tanti aspetti. Quanto è importante secondo te quello grafico?

Per me la grafica di un giornale ricopre un ruolo fondamentale: i contenuti del nostro magazine possono essere i più accattivanti del mondo, ma se non vengono presentati adeguatamente rischiano di non valere molto. Il mio lavoro è quello di rendere la lettura più piacevole e intuitiva possibile, i contenuti devono essere belli da guardare ma soprattutto chiari. Certo anche tutti gli altri aspetti sono altrettanto importanti e incidono molto. È importantissimo che ci sia un buon coordinamento tra le varie componenti del giornale: i direttori, il team della grafica, chi gestisce il sito, il team fotografico, quello social e chi scrive i pezzi.

Come valuteresti la grafica del nostro magazine?

Ad oggi, penso che la qualità grafica del nostro giornale cartaceo sia molto alta. Ogni nuovo numero rappresenta un salto di qualità rispetto al precedente. Stiamo cercando sempre di più di dare un’identità anche all’on-line con un piccolo team che si occupa esclusivamente dei contenuti che compaiono sul web.

Parliamo un po’ di te adesso. Cosa ti piace fare nel tempo libero?

La mia più grande passione è quella di disegnare. Gioco anche ai videogiochi, guardo serie TV e mi piace leggere.

Hai un social network che ti piace usare in particolar modo? C’è un perché?

I miei preferiti sono facebook e instagram. Anche se sul primo non pubblico moltissimo, lo uso per tenermi in contatto con gli amici, in particolare quelli incontrati in erasmus. Il secondo lo uso principalmente per pubblicare foto sui miei disegni.

Domanda a bruciapelo: mare o montagna?

È una scelta difficile! Amo moltissimo sia la montagna che il mare, probabilmente per via delle origini dei miei genitori: mia madre è trentina, mio padre pugliese, quindi sono cresciuta godendomi al massimo entrambi. Se proprio dovessi scegliere, direi montagna.

L’ultimo libro letto.

“Vento dell’est, vento dell’ovest” di Pearl S. Buck. Mi è piaciuto moltissimo. È ambientato in Cina e si concentra particolarmente sui conflitti generazionali. È un genere che mi appassiona molto e ne consiglierei sicuramente la lettura!

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