Quando un viaggio ti cambia dentro

Lean on pete
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“Lean on Pete” di Andrew Haigh, presentato a Venezia 74

di Beatrice Castioni

Charley Thompson (Charlie Plummer) è un quindicenne che vive a Portland con il padre, uomo distratto e alcolizzato. È un ragazzo introverso e coraggioso che per tenere insieme ciò che è rimasto della sua famiglia è disposto a tutto. Ray (Travis Fimmel) è un uomo dalla vita sregolata, immaturo ed incapace di badare ad un figlio, anche se in passato ha deciso di prendersene cura dopo l’abbandono improvviso della madre.

Un giorno Charley scopre un ippodromo non troppo lontano da casa e chiede al proprietario di farsi assumere per guadagnare qualche soldo, dal momento che il padre è ricoverato in ospedale ed è quindi impossibilitato a lavorare. Il proprietario della piccola scuderia in rovina è Del (Steve Buscemi), che scommette tutto sui pochi cavalli che riesce a permettersi economicamente. Volendo vincere a tutti i costi, li spinge allo stremo, servendosi anche di medicinali illegali che li danneggiano. Ormai è da anni che non vede i cavalli come esseri dei quali prendersi cura, ma solo come merce da cui ricavare guadagno; e quando questa non frutta più, la vende. Lavora con Bonnie (Chloë Sevigny), un fantino che dopo alcuni gravi infortuni è stato costretto a rinunciare alla carriera, ma che ha trovato comunque il modo di gareggiare grazie alla disponibilità di Del. Sicura di sé ma priva di speranze per il futuro, le corse sono per lei un lavoro, i cavalli solo un mezzo per fare soldi. Denaro che fa agire i personaggi in modi sbagliati: oltre a Del e Bonnie, Ray si invischia in affari loschi per guadagnare soldi facili ma pericolosi.

L’unico personaggio non votato al Dio Denaro è proprio quello del giovane Thompson, che non possiede nulla ma è ricco di dignità e valori, dagli altri perduti da tempo. Un valore fondamentale qui è l’amore; Charley ha bisogno con tutto se stesso di sentirsi parte di una famiglia. Nonostante la situazione non sia delle migliori, anela a quella felicità che ha sempre osservato nelle vite degli altri. Quando conosce il cavallo Pete, trova in lui un destinatario paziente del proprio affetto e decide di prendere a cuore la sua salute. Quando scopre che sarà destinato al macello a causa della sua poca efficienza nelle corse, decide di rubarlo al proprietario e di fuggire dall’ippodromo insieme a lui per un viaggio che durerà parecchi giorni. Un viaggio vissuto in due, un legame d’amicizia che diventa solido ed indissolubile. Il cavallo in questa storia rappresenta la purezza e la bontà dell’amore incondizionato e senza riserve che solo un animale può dare all’uomo, compresa una fiducia che oramai noi umani abbiamo perduto da tempo.

Questa pellicola si sviluppa come un ‘romanzo di formazione’, nel quale troviamo un giovane timoroso della vita che improvvisamente è costretto o sente la necessità di incominciare un cammino che lo chiama, pericoloso e tortuoso, certo, ma necessario per farlo diventare ciò che è davvero e per fargli raggiungere quella serenità a cui aspira da tempo.

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