Earth Overshoot Day: siamo in debito con il pianeta

Overshoot day
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Dall’1 agosto le risorse disponibili sulla Terra sarebbero esaurite

di Alessia Silvestrin

La ricorrenza di cui faremmo volentieri a meno è arrivata anche quest’anno, e per giunta con 24 ore di anticipo rispetto al 2017. L’1 agosto è stato l’Overshoot Day per il 2018, ovvero il giorno in cui abbiamo iniziato ad essere in debito ecologico verso il nostro Pianeta. Ciò significa che abbiamo esaurito le risorse disponibili per quest’anno, ed il primo agosto marca il giorno in cui abbiamo iniziato a usare le risorse dell’anno prossimo.

A dare il via a questa iniziativa è stata la Global Footprint Network (Gfn), un’associazione non-profit che si occupa di promuovere stili di vita sostenibili e soluzioni ecologiche. Secondo i loro calcoli, la Terra andò in “overshoot” già nel 1970, e da allora questo giorno è retrocesso passando dal 29 dicembre all’1 agosto. Quindi, anziché correggere le nostre abitudini e portare più rispetto per il pianeta, il nostro comportamento è peggiorato, tanto che al momento stiamo virtualmente usando  le risorse di ben 1,7 “Terre”, da tante che ne richiedono i nostri bisogni.

Il calcolo

Per individuare l’Overshoot Day, si divide la biocapacità, le risorse che la Terra può mettere a disposizione in un anno, per l’impronta ecologica, cioè la domanda di risorsa di quell’anno, e si moltiplica per 365. Sul sito ufficiale è possibile anche determinare il “proprio” giorno di sovrasfruttamento individuale.

#movethedate

Il prossimo obiettivo per la Gfn e per tutti noi, è posticipare la fatidica data. Secondo le stime della Gfn, se riuscissimo a posticipare di 4,5 giorni l’anno l’Overshoot Day, entro il 2050 potremmo tornare ad utilizzare le risorse di una sola Terra.

La Gfn ha individuato quattro aree da cui si potrebbero attingere soluzioni per implementare la sostenibilità ed avvicinarci all’obiettivo:

  • La progettazione urbana deve essere adeguata all’ammontare di capitale naturale disponibile e alla sua capacità di resistere all’invasione delle costruzioni, e garantire una rete di trasporti pubblici efficiente.
  • L’alimentazione è il fattore più importante in termini di dimensioni, di impatto ecologico e di potenziale di cambiamento. E’ anche il più complesso a causa della sua doppia faccia: da una parte abbiamo un eccessivo spreco alimentare, sia da parte dei singoli individui, sia da grandi catene di ristorazione e supermercati, mentre in una buona metà del pianeta vige il problema opposto di malnutrizione. Dall’altra parte ci sono troppo poche risorse rispetto a quelle che servirebbero per produrre cibo di origine animale.
  • La popolazione è crescente, ed è inevitabile che i bisogni aumentino. È un argomento delicato e molto dibattuto, il più difficile in cui trovare soluzioni.
  • Tagliare le emissioni di CO2 e ritrovare un equilibrio tra la nostra impronta ecologica e le risorse naturali rinnovabili, utilizzando così energia più pulita, sarebbe un passo già abbastanza grande per posticipare la data ben tre mesi.

 Il nostro contributo

Alle “macro” soluzioni bisogna affiancare quelle “micro”, a portata di tutti:

  • Modificare l’alimentazione. Se non si vuole rinunciare ai cibi di origine animale, è sufficiente prima di tutto non eccedere, e come secondo evitare di comprare prodotti derivanti da allevamenti intensivi (come le uova, ma spesso i prodotti di grandi catene industriali possono contenere ingredienti come latte che non proviene di certo dal pascolo di montagna).
  • Ridurre lo spreco alimentare. Al momento degli acquisti, è bene comprare solo ciò che siamo certi di consumare prima che scada, e nelle quantità giuste.
  • Usufruire dei mezzi di trasporto pubblici, o meglio ancora, delle proprie gambe quando è possibile.
  • L’EcoSportello del Comune di Verona: ovvero un punto di riferimento se si vuole essere informati, ricevere news, porre domande o proporre idee, partecipare ad eventi che riguardino il tema della sostenibilità.

La Terra è un pianeta più unico che raro, e pieno di meraviglie, non possiamo permetterci di spremerlo come un limone. Dopotutto, gli ospiti siamo noi, ed è su di noi che rimbalzano anche le conseguenze delle nostre azioni.

Illustrazione di copertina di Alessia Silvestrin

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