Laboratorio di intercomprensione tra lingue romanze

Come l’intercomprensione può renderci studenti e persone migliori

di Alessandra Bonetti

Per il secondo anno consecutivo il Centro Linguistico di Ateneo organizza un laboratorio di intercomprensione tra lingue romanze. È con grande entusiasmo e voglia di portare l’intercomprensione in università che lo staff del laboratorio, nella figura della Prof.ssa Paola Celentin, risponde ad alcune domande per invogliare gli studenti a partecipare.

Che cos’è l’intercomprensione?

L’intercomprensione è un meccanismo naturale che si attua quando due persone, in presenza l’una dell’altra e non condividendo la lingua, provano a capirsi. È sempre avvenuto in maniera spontanea, in particolar modo nelle popolazioni vicine dal punto di vista geografico. Quello che conta nell’intercomprensione è comprendere l’altro e farsi comprendere. In secondo luogo, è una metodologia didattica. Con l’intercomprensione ci si riferisce alle modalità di sviluppo e potenziamento delle nostre capacità innate. Da ultimo, con intercomprensione si può anche intendere un ambiente in cui la comunicazione avviene sfruttando la ricchezza dei codici linguistici a disposizione e valorizzando le singole componenti e i vari metodi di apprendimento. Possiamo dunque parlare di situazione, ambiente, contatto e metodo didattico.

A livello internazionale com’è vista l’intercomprensione?

A livello di metodologia didattica, o meglio, di sensibilità nei confronti delle sue potenzialità, l’intercomprensione, comincia a farsi strada nel secondo dopoguerra in Europa, quando tante lingue diverse aspiravano ad avvicinarsi. Nel tempo si è passati dall’intercomprensione solo scritta, all’intercomprensione anche orale come si faceva già nel Medioevo. In tutti i paesi latini, e per latini non si intende solo Europa, ma anche per esempio Sud America, l’intercomprensione è vista come uno strumento che può facilitare la comunicazione e ha ricevuto anche finanziamenti per diversi progetti. Può essere vista un po’ come antagonista del Global English, anche se in realtà non è così, in quanto anche l’inglese può entrare nel processo di intercomprensione all’interno del gruppo linguistico germanico.

Come comportarci quando non sappiamo parlare una lingua straniera in situazioni in cui ne è richiesta la conoscenza?

Considerando che anche nel nostro Paese o, addirittura, città veniamo in contatto con lingue e culture diverse, basta guardarsi intorno per capire che l’italiano non è più l’unica lingua parlata nei diversi ambiti. Inoltre, internet e in generale le telecomunicazioni, hanno portato sempre più vicino a noi tutte le lingue. È sufficiente navigare in un qualsiasi sito estero o vedere i canali di una televisione via web: l’intercomprensione è più vicina di quanto si possa pensare.

Per quanto riguarda invece l’inglese e il ruolo che ha assunto oggi?

Sicuramente l’inglese, considerato il mondo lavorativo, è una lingua da sapere. Accanto a questa conoscenza, l’intercomprensione dà la possibilità di esprimersi con una maggiore facilità e consapevolezza, sfruttando anche il proprio retroterra culturale. Possiamo riassumere dicendo che l’intercomprensione completa la conoscenza dell’inglese, in quanto rispetta la diversità linguistica.

Quindi inglese e intercomprensione possono essere alleati più che antagonisti.

Esatto, alleati con il fine di costruire una personalità più ricca. C’è anche da dire che l’inglese, essendo la più “romanza” delle lingue germaniche, funge da ponte fra le due famiglie linguistiche.

Com’è nata l’idea di questo laboratorio di intercomprensione?

L’idea è nata dalla professoressa Celentin, la quale ha fatto un Erasmus all’Università di Lyon 2 nell’aprile del 2017, dove ha avuto l’opportunità di partecipare a dei laboratori di intercomprensione. In quel frangente si è resa conto della grande ricchezza che quel laboratorio trasmetteva. Soprattutto è rimasta colpita dal tipo di ambiente che si veniva a creare in aula, un ambiente molto diverso da quello delle lezioni universitarie di lingua a cui noi siamo abituati.

Qual è lo scopo del laboratorio di intercomprensione?

All’inizio lo staff del laboratorio, formato dai lettori CEL Susana Benavente Ferrera (spagnolo), Erika H. Frisan (Italiano), Paola Celentin (italiano), Hugues Sheeren (francese), si era posto l’obiettivo di dare agli studenti uno strumento in più per muoversi negli ambiti più diversi. Alla fine del corso, però, i partecipanti hanno guadagnato molto di più: la consapevolezza di come si apprendono le lingue e di quanto sia importante smuovere l’intero bagaglio linguistico che risiede dentro di noi. Non si studia una lingua imparando a memoria la coniugazione dei verbi o una lista di vocaboli, bensì riflettendo e analizzando i suoi meccanismi, sistematizzando solo in un secondo momento le conoscenze che si sono apprese. Un altro obiettivo raggiunto, senza esser stato fissato in precedenza, è stato quello di mettere in contatto le lingue all’interno del CLA: per la prima volta lingue diverse collaborano per creare un progetto didattico.

A chi è rivolto il laboratorio?

Il laboratorio è rivolto a tutti gli studenti e studentesse che vogliano partecipare. Per ragioni logistiche, purtroppo, il numero di posti è limitato, ma le persone di qualsiasi indirizzo universitario sono invitati ad iscriversi. Alla prima edizione, per esempio, ha partecipato uno studente messicano di ingegneria. L’intercomprensione gli ha permesso di colmare un

vuoto comunicativo sul luogo di lavoro.

Nel concreto, che cosa si fa nel laboratorio?

Si lavora in parallelo su cinque lingue romanze, con qualche accenno al rumeno. In generale, il metodo di lavoro è quello di partire dalla pratica, far confrontare gli studenti direttamente con il testo e dar loro più strumenti man mano che ne hanno bisogno. Quando è lo studente a chiedere, infatti, significa che è all’apice della sua capacità di apprendimento.

 

INFORMAZIONI UTILI

Crediti: Agli studenti di L10 e LM14 saranno attribuiti 3 CFU di tipo F. Per tutti gli altri corsi di laurea, anche magistrali, l’ambito dei CFU deve accordarsi con quanto previsto dai relativi piani didattici.

Iscrizione: Per frequentare il laboratorio base (rivolto a tutti) o avanzato (rivolto a coloro che hanno già frequentato un corso base) nel 2° semestre è necessario iscriversi dal 02/02/2019 al 13/02/2019 sul sito del CLA.

Contatti:

paola.celentin@univr.it

susana.benavente@univr.it

erikahilde.frisan@univr.it

hugues.sheeren@univr.it

 

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