Cosa sei disposto a fare per amore?

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“La verità sul caso Harry Quebert” di Joel Dicker: recensione del romanzo che è diventato serie tv

“Marcus, gli scrittori sono esseri così fragili perché possono subire due tipi di dispiaceri sentimentali, ossia il doppio rispetto alle persone normali: le pene d’amore e quelle artistiche. Scrivere un libro è come amare qualcuno: può diventare molto doloroso.”

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Marcus e il sergente Gahalowood

Marcus, un giovane scrittore di successo, va a fare visita al suo ex professore universitario e mentore, Harry Quebert, per trarre ispirazione per il suo nuovo romanzo. Scopre invece che Harry è stato accusato di aver ucciso la quindicenne Nola Kellergan, scomparsa più di trent’anni fa e ritrovata seppellita nel giardino dell’uomo solo di recente. Quebert viene immediatamente arrestato e parte il processo che potrebbe condannarlo per sempre. Ma Marcus è convinto dell’innocenza del suo amico ed è deciso a trovare l’assassino di Nola. Anche se volesse dire sacrificare il tempo per scrivere il suo nuovo romanzo.

“Tu vuoi farmi parlare d’amore, Marcus, ma l’amore è complicato. (…) E’ la cosa più straordinaria e al tempo stesso la peggiore che possa capitare.”

La bellezza di questa storia è la presenza di diverse tipologie di amore. Quello abitudinario e lontano dalla passione di un tempo tra Tamara e Robert Quinn, tenuto insieme dalle convenzioni sociali e da un debole affetto. Quello travolgente ed incontenibile tra Harry e la giovane Nola, disposti a tutto pur di coronare il loro sogno dorato. L’amore non corrisposto e doloroso di Jenny Quinn per Harry, che non si affievolisce nemmeno dopo decenni.

Insomma, la vita viene mostrata con tutti i suoi difetti, le tentazioni e il trasporto che i rapporti affettivi causano. Ma non parliamo solo di relazioni sentimentali: l’amore del padre di Nola per la figlia è forte, anche se ostacolato dalla presenza della moglie, violenta e crudele con la ragazza. L’affetto amicale di Marcus per Harry lo porta a non abbandonare la ricerca della verità anche quando tutto sembra portare alla colpevolezza dell’uomo.

Gran parte dei gesti compiuti dai personaggi sono dettati da una diversa sfumatura di follia: gelosia, vendetta, istinto di conservazione, dedizione al prossimo. I sentimenti e le emozioni, così come nella vita vera, prendono il sopravvento sulla razionalità e decidono come i protagonisti debbano agire. Particolare attenzione è attribuita alle donne, forti e disposte a tutto per ciò in cui credono: Nola e la sua volontà di amare Harry nonostante tutto, Tamara e il rancore che prova e la porta a commettere azioni poco esemplari. E’ la figura femminile che regge il gioco in questa serie, e che diventa spesso la causa scatenante degli eventi. Impossibile non immedesimarsi con tutti i personaggi, per lo spettatore: va in scena la vita.

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Marcus e Harry

“Nessuno è libero, ragazzo mio. Siamo tutti schiavi di qualcun altro. E di noi stessi.”

Questa storia ci insegna che i segreti finiscono sempre, in un modo o nell’altro, per rivoltarcisi contro. Che siano scoperti o che rimangano al sicuro nei meandri della nostra mente, trovano il modo per tormentarci e renderci schiavi di qualcuno o qualcosa. Harry convive per più di trent’anni con il timore che si conosca la sua relazione con l’adolescente Nola, il capitano della polizia Pratt convive con un atto spregevole commesso tempo addietro. Il ricco Stern ha il rimorso di non aver fatto abbastanza per salvare la povera anima del suo autista, ma non osa raccontare la verità.

Ognuno con il proprio fardello, il personaggio si pone davanti al pubblico, e pur con difficoltà e ripensamenti, si racconta a modo suo. Forse se i loro segreti fossero stati svelati quando era il momento, Nola sarebbe ancora viva, si sarebbe risparmiato molto dolore. Ma del resto la vita è così, non ammette i “se”. Ancora una volta, Dicker costruisce tramite le parole (trasposte poi in immagini) un quadro dell’umanità, ben lontana dalla perfezione. Afflitta da pensieri che corrodono dentro.

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Harry e Nola

“Vedi, Marcus, la nostra società è stata concepita in modo da costringerci a scegliere continuamente tra ragione e passione. La ragione non è mai servita a nessuno; la passione è spesso distruttiva.”

Siamo lontani da una caratterizzazione semplicistica di “buono” e “cattivo”; i personaggi sono sfaccettati e possiedono pregi e difetti. A volte fanno il giusto e altre cadono in tentazione e si abbandonano ai vizi dell’uomo e ai peccati. Dicker ci mostra quanto sia ipocrita credere che esistano persone solo ligie al dovere e raccomandabili, e persone spregevoli. Chiunque è composto da lati positivi e lati oscuri, e se provocato, potrebbe reagire. Il fatto che durante i dieci episodi si finisca per sospettare di tutti, è il risultato di una storia ben orchestrata e realistica.

Qui l’ultima recensione, su Avengers: Endgame.

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