Addio al maestro. La lezione di Camilleri

la lezione di Camilleri

di Francesco Novella

Cosa può insegnare un anziano signore di nome Andrea Camilleri alla nuova generazione? Probabilmente lui ci avrebbe risposto: «non è che il corpo a invecchiare, è importante che lo spirito sia mantenuto giovane».

Nel suo appassionato fervore e nella limpidezza della sua mente possiamo constatare come ciò sia stato quanto mai vero. Maestro della sperimentazione, ha saputo non conformarsi alla moltitudine e ai poteri forti, come il fascismo, ricavando una saggezza e una libertà che traspare nei suoi scritti e che l’hanno contraddistinto come uomo.

Come lui stesso dice nello spettacolo teatrale “Tiresia”, libertà è spesso intesa come interiore, in quanto il mondo esteriore è sempre frutto di vincoli.

Camilleri ci dice a questo proposito che, per sopravvivere al mondo, si è sempre servito della poesia e della letteratura, strumenti di espressione e di viaggio interiore.

In riferimento a questo suo ultimo spettacolo teatrale, recitato con un monologo integrale, Camilleri, sempre nelle vesti dell’indovino greco Tiresia, ci ha lasciato una sorta di testamento spirituale ultimo, i sui pensieri e i suoi insegnamenti, proprio ora che, cieco da pochi anni, riusciva a “vedere”.

 Alcuni dei temi che ha toccato sono stati quelli dell’indifferenza odierna, della dannosa condanna del corpo, dell’invidia infinita e della fuga dalla società per ricercare i veri valori. Ha condannato l’ultima pericolosa trasformazione del ‘900 dell’uomo in non-uomo, in bestia. E dice che si avverte ancora sulla Terra questa presenza oscura.

Tornando alla cecità, Camilleri dice che il necessario alla vita è invisibile agli occhi, ossia alla ragione, ma è quanto più desiderabile dall’uomo.  Sembra inoltre impossibile per l’uomo prevedere tutto. In primo luogo perché si è portati al bene e poi, a volte, perché sfugge una parte di determinismo che sembra libertà degli dei.

Ciò che resta a noi uomini e donne mortali, quindi, secondo il grande scrittore, è assaporare delle stille di eternità, individuate nel farsi ben volere e nel coltivare uno spirito leggero, capace di godere delle piccole gioie che la vita regala.

E questo è un grande insegnamento, per tutti.

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.