Consigli per letture di fine estate

letture di fine estate

Siamo a settembre, si ricomincia: qualsiasi cosa ci sia da ricominciare. Ma c’è ancora tempo per le ultime letture di fine estate.

L’estate è un ottimo periodo per i lettori. Tempi più rilassati, vacanze, giornate più lunghe. Tutti fattori che contribuiscono a voglia e possibilità di leggere.

Ormai l’estate sta finendo, con settembre si torna alle occupazioni quotidiane, la sessione autunnale incombe. C’è ancora tempo però, si spera, per qualche lettura di fine estate.

Scopriamo, quindi, le letture estive consigliate dai membri della redazione di Pass.

Chiara Gianferotti. Atti osceni in luogo privato di Marco Missiroli
Atti osceni in luogo privato - Missiroli letture di fine estate

Crescita, passione e oscenità. Sono le tre parole d’ordine per questo libro estremamente carezzevole di Marco Missiroli. L’ho eletto come mia lettura estiva preferita perché mi ha catturato così tanto che in pochi giorni sono arrivata alla fine. Accompagnamo per mano Libero, il protagonista, dall’infanzia al momento in cui diventa padre, dalla scoperta della sessualità alla consapevolezza dell’amore. Un libro potente, che ci fa capire la bellezza delle persone che cambiano e delle cose che finiscono.

Francesca Zanoni. Mozart era un figo, Bach ancora di più di Matteo Rampin e Leonora Armellini (Salani)

Avete mai desiderato avvicinarvi alla musica classica e apprezzarla, imparandone qualche nozione tecnica in pochi capitoli? Se la risposta è sì allora questo volume è ciò che fa per voi. Una lettura scorrevole, semplice e dal linguaggio giovanile che partendo da aneddoti sulle vite dei grandi compositori trova spunto per esporre i fondamenti della musica e della composizione, spiegandone in modo chiaro la terminologia e spaziando tra riflessioni come rapporto con la matematica o il contributo che ha avuto nel forgiare il pensiero moderno. Scoprirete gli enigmi di Bach, imparerete qualcosa di nuovo sulle tipologie di strumenti d’orchestra, seguendo di pari passo la storia dell’evoluzione musicale dal romanticismo fino ad arrivare ai giorni nostri, senza dimenticare qualche accenno ad altri generi musicali. In questo libro sono citati nomi come Gesualdo da Venosa, Bach, Mozart, Beethoven, Paganini, Schumann, Wagner, Debussy, Berlioz, ma anche Cage e Ligeti. Li conoscete tutti?

Laura Chilla. Fiabe islandesi a cura di Silvia Cosimini (Iperborea) e Fuochi di Marguerite Yourcenar (ed. francese Gallimard)

Fiabe Islandesi, traduzione di Silvia Cosimini. È una raccolta di fiabe della tradizione islandese, che permette quindi di scoprire storie di una cultura diversa. Di lunghezza variabile, le fiabe non sono collegate tra di loro e si possono quindi leggere anche in momenti diversi. Questa caratteristica lo rende ideale al mese di settembre: una breve pausa dallo studio per gli esami o tra una lezione e l’altra per permettersi di viaggiare ancora, anche se solo con la mente, verso una terra nuova. E magari alcune si riveleranno essere più vicine a noi di quanto non immaginavamo.

Feux (Fuochi), opera del 1936 di Marguerite Yourcenar, autrice famosa soprattutto per Memorie d’Adriano. È un’opera molto particolare: alterna dieci blocchi di brevi frasi, simili ad aforismi, a nove “prose liriche”, come le ha definite Yourcenar stessa. Queste storie riprendono alcuni miti antichi, la maggior parte dal mondo greco, che l’autrice riscrive trasportandole negli anni Trenta e a cui apporta delle modifiche. I due fili conduttori delle storie sono da una parte una passione così ardente da portare a delle scelte sbagliate o, in ogni caso, a cui non avremmo mai pensato prima mentre dall’altra un viaggio alla scoperta di se stessi. Pieno di molti altri temi e con collegamenti talvolta inaspettati e poco lapalissiani tra aforismi e storie, è un’opera perfetta per chi ama i miti classici e libri che vanno letti anche tra le righe. Poco consigliato invece se amate le opere a lieto fine.

Michele Cannas. Lo straniero di Albert Camus

Meursault vive e lavora ad Algeri, ma è un francese a tutti gli effetti. La sua vita tranquilla e modesta viene sconvolta, o almeno così sembra all’inizio del romanzo, dalla morte improvvisa della madre. Da quel momento, le sue azioni prenderanno delle pieghe insolite, che trascinano il lettore in una spirale di momenti al limite dell’assurdità e della sopportabilità. L’uomo, impassibile e, nonostante ciò, totalmente immerso nelle sue emozioni, risulta essere, alla fine del romanzo, un moderno realista alla ricerca della verità del mondo. Sono passati più di settant’anni dall’uscita di Lo straniero di Albert Camus, tuttavia sembra non aver ancora perso la sua perfezione letteraria.

Aurora Galbero. Disobedience di Naomi Alderman

Cosa può spingere una persona a rinnegare le proprie origini, nascondendo nel profondo i luoghi dell’infanzia, le tradizioni, le regole? Quanto tempo possiamo sopportare di sentirci in gabbia, prima di desiderare di uscire e compiere un atto di vera disobbedienza? Ronit, cresciuta in una famiglia ebrea ortodossa, ha voluto scordare una volta per tutte cosa significasse vivere in quel mondo fatto di restrizioni e obblighi. Finché la morte del padre non l’ha costretta a tornare dove tutto è cominciato. Disobedience di Naomi Alderman è un libro interessante sul conflitto tra sessualità e fede o, più semplicemente, sull’inevitabilità dei contrasti interiori degli esseri umani. Consigliato a chi ama scavare dentro di sé.

Alice Cichellero. Opere di Arthur Rimbaud (Feltrinelli)

Si sa, i grandi classici non passano mai di moda e questo vale soprattutto per le letture estive. Quindi cosa c’è di meglio che godersi le opere di Arthur Rimbaud, magari un pomeriggio seduti in giardino o in riva al mare al tramonto? In questo volume gli scritti di uno dei famosi “poeti maledetti”, introdotti da un’interessante introduzione di carattere storico, vengono presentati con testo a fronte ed accompagnati da commenti linguistici e di carattere analitico.

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Rossella Bartolucci. Penelope alla guerra di Oriana Fallaci

È il primo romanzo dell’autrice. È veloce da leggere e le pagine si srotolano una dietro l’altra senza che tu neanche te ne accorga. La trama racconta di Giovanna, una giovane scrittrice inviata dal suo editore a New York. Qui cercherà sia una storia da scrivere che un amore perduto molti anni prima. Casualmente si ritroverà in un bar con la stessa persona che durante la seconda guerra mondiale era stata ospitata a casa sua, un soldato americano di nome Richard. Il resto è tutto da scoprire e il finale vi coglierà sicuramente di sorpresa.

Carla Raso.  Il buio oltre la siepe di Harper Lee e La Straniera di Claudia Durastanti

Il buio oltre la siepe, premio Pulitzer 1961, è ambientato in un’immaginaria cittadina dell’Alabama dei primi anni ‘30. Attraverso il racconto in prima persona della piccola Scout viene mostrato uno spaccato del periodo della grande depressione nel profondo sud degli Stati Uniti. Il percorso di formazione della protagonista – e dell’intera comunità – viene intrecciato agli universali e attuali temi del razzismo e della paura del diverso che ne fanno un classico contemporaneo imprescindibile.

La Straniera, tra i cinque finalisti del Premio Strega di quest’anno, è un’opera di auto-fiction dell’autrice italo-americana Claudia Durastanti. Cresciuta tra due continenti e due genitori sordi, l’autrice racconta il suo percorso di crescita intrecciando l’universale – molti i riferimenti alla cultura pop – e il particolare, “il sentirsi straniero”, «[…] una parola bellissima, se nessuno ti costringe a esserlo».

Alessandro Bonfante. Dio la benedica, dottor Kevorkian di Kurt Vonnegut

L’autore parla con i morti. Nonostante il tema possa sembrare macabro, o splatter, la forma è quella di un divertissement. Libretto agile, nato dagli script per un programma radiofonico, che raccoglie una serie di incontri sulla soglia dell’aldilà fra l’autore e i personaggi più vari, da Isaac Newton a emeriti signor qualunque. Francesco Piccolo, nell’introduzione, lo definisce un ibrido fra la Divina Commedia e l’Antologia di Spoon River. Concordo in pieno. I temi sono quelli fondamentali per l’essere umano. In Dio la benedica, dottor Kevorkian Kurt Vonnegut, con il suo solito tono leggero e ironico, è in grado di colpire il bersaglio con precisione chirurgica.

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