Fridays for future secondo Jessica, una nostra rappresentante

Jessica Simanel, studentessa Univr e membro del Consiglio degli studenti, ci racconta cosa significa, per lei e per il mondo universitario, il movimento Fridays for future.

Foto di copertina: la manifestazione del 15 marzo 2019 a Verona

Venerdì 27 settembre studenti e lavoratori scenderanno nelle strade e nelle piazze per far sentire la loro voce e chiederanno ai governi di tutto il mondo un’azione concreta contro il cambiamento climatico. L’appello allo sciopero del clima, lanciato dal movimento Fridays For Future, è stato accolto anche dalla sezione locale di Verona, con un corteo che partirà da piazza Bra con un percorso che si snoderà tra le principali vie del centro e terminerà di fronte a Palazzo Barbieri.

In occasione di questa manifestazione abbiamo intervistato Jessica Simanel, rappresentante del Consiglio degli Studenti dell’Università di Verona, che ha patrocinato l’iniziativa, e si è fatta portavoce del tema all’interno della comunità studentesca

Come studentessa universitaria qual è la tua opinione riguardo alla manifestazione organizzata da Fridays For Future?

Jessica Simanel

Sono a favore di questa associazione e ho partecipato alla manifestazione che si è tenuta a marzo. Durante lo scorso evento ricordo con piacere di aver riconosciuto tra la folla diversi visi familiari di studenti universitari. Quest’anno ho cominciato ad interessarmi molto di più a questa causa perché credo che il problema del cambiamento climatico stia diventando sempre più grosso e che sia arrivato davvero il momento di agire per salvare il nostro pianeta se vogliamo migliorare il nostro futuro. È una cosa che dovrebbe interessarci in prima persona. Per questo motivo ho contattato il movimento Fridays For Future e ho proposto, in qualità di membro del Consiglio degli Studenti, di dare il patrocinio della lista Oltre per sostenere questo movimento mentre i rappresentanti del Consiglio degli Studenti saranno presenti alla manifestazione.

Fridays For Future è un nato come movimento di protesta che coinvolge alunni e studenti che decidono di non frequentare le lezioni scolastiche per partecipare a manifestazioni. Cosa significa questo movimento per il mondo universitario?

Innanzitutto credo sia importante che a questo movimento aderiscano tutti, non solo i giovani ma anche gli adulti. Mi dispiace pensare che spetti a noi cercare di rimediare ai problemi a cui gli adulti non hanno pensato in passato. Un passo alla volta si stanno mobilitando tutti grazie anche all’esempio portato dai ragazzi delle scuole. Il fatto che questa causa sia affrontata già nelle scuole ci fa capire quanto sia fondamentale che acquisisca la sua importanza anche all’interno di università e aziende. Tra i miei colleghi all’interno dell’università mi sono resa conto di come ci sia una disponibilità condivisa di partecipare alla manifestazione e anche chi non ha la possibilità di prenderne parte cerca di aiutare in altro modo. Ritengo però che partecipare solo alla manifestazione, che si tiene ogni sei mesi, e poi tornare alla vita di tutti i giorni in cui non si fa attenzione a quanto si spreca o si inquina ogni giorno, non possa servire a molto. Se si ritiene che rispettare l’ambiente sia la cosa giusta da fare è fondamentale essere costanti e impegnarsi quotidianamente.

Perché uno studente universitario dovrebbe interessarsi a questa causa?

Tutti gli studenti dovrebbero interessarsi, dalle scuole elementari all’università. La terra è la nostra casa e citando un manifesto che ho visto alla conferenza stampa di Fridays For Futurela terra ci è stata data in prestito”: non vedo perché dovremmo trattarla come se non lo fosse e distruggerla. Mi vengono in mente le foto impressionanti che ho visto su internet di intere isole di plastica e che si stimano essere grandi come interi paesi.

Cosa può fare uno studente per ridurre il suo impatto ambientale nella vita di tutti i giorni?

Potrebbe adottare piccoli accorgimenti come per esempio sostituire la bottiglia di plastica con una borraccia. Io stessa ho acquistato la borraccia di metallo in vendita nello store dell’ateneo che costa poco, dura nel tempo e riduce l’inquinamento da plastica. Con l’inizio del nuovo anno accademico a ogni nuovo immatricolato ne sarà donata una. Sarà possibile riempirla nelle fontanelle di acqua potabile dislocate nelle varie biblioteche del campus. Un altro servizio che potrebbe essere sfruttato di più dagli studenti riguarda una iniziativa introdotta dalla Commissione Sostenibilità dell’Università di Verona che si chiama UP2GO, un’app per il carpooling della comunità Univr che permette la condivisione dei viaggi da e verso l’università ai soli membri dell’ateneo.

Quali misure dovrebbe adottare l’università per migliorare e divenire sempre più sostenibile?

Ho notato che nelle mense universitarie viene ancora utilizzata molta plastica. Un possibile accorgimento potrebbe essere quello di ridurla o, se possibile, eliminarla.

Quali sono i progetti futuri che il Consiglio degli Studenti vorrebbe proporre per incentivare la sostenibilità in ateneo?

Mi piacerebbe proporre e ideare un festival green in cui invitare degli artisti che si stanno impegnando in questo ambito, stanno trattando questi argomenti durante i concerti o stanno adottando iniziative come quelle di introdurre merchandising più sostenibile. Un’altra idea è quella di installare una mostra al polo Santa Marta riguardante queste tematiche.

Pass Magazine seguirà in diretta il corteo di venerdì su Instagram: @passunivr

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