Convivenza forzata in famiglia: come affrontarla?

convivenza forzata in famiglia

“Questa casa non è un albergo”. Ancora per un po’ non sentiremo più questa frase: chi era abituato a sfruttare i vantaggi del vivere con i propri genitori, ora probabilmente vede soprattutto i difetti. Come rendere la convivenza forzata in famiglia più sopportabile?

Stiamo vivendo un’esperienza nuova. Una pandemia di queste dimensioni, che si insinua in modo così esteso nella nostra quotidianità non l’avevamo mai nemmeno immaginata. Proviamo quindi a rispondere, con la collaborazione di alcuni psicologi, agli interrogativi che ci mettono in difficoltà in queste giornate.

Continua infatti la collaborazione fra Pass Magazine e Psychoarea Young, un’associazione di giovani psicologi con sede a Verona. Pass ha fatto loro “Le domande in quarantena”, e questa è la seconda puntata (dopo “Ho paura del coronavirus. È sbagliato?“).

In fondo alla pagina trovate gli altri temi che toccheremo e le istruzioni per aggiungere le vostre domande.

Sono in casa con la mia famiglia da settimane e non ne posso più. Come posso rendere la convivenza forzata più sopportabile?

La convivenza forzata alla quale sta costringendo questa pandemia determina inevitabilmente cambiamenti nella vita delle persone, non sempre con effetti positivi.

Infatti tutto ciò che è imposto, a lungo andare può generare forme di insofferenza. Questo succede soprattutto in quei casi in cui i confini individuali sono fortemente oltrepassati dall’altro, dove si fatica a trovare un senso di autonomia personale. Dall’altra parte, nelle famiglie in cui la comunicazione è limitata allo stretto necessario, in cui non si trova del tempo da dedicare all’altro, può mancare la capacità di chiedere aiuto e di sostenersi.

dormire casa appartamento divano

È da tener presente però che questa situazione è temporanea, prima o poi finirà e si potranno riottenere gli equilibri di un tempo. È quindi importante trovare delle strategie per poter affrontare nel miglior modo possibile questa convivenza forzata “temporanea”.

Una di queste può essere darsi delle regole di convivenza, ovvero dividersi i compiti di utilità familiare, anche i più elementari, come fare la spesa, buttare la spazzatura, cucinare. Anche i ruoli all’interno della famiglia vanno rivisti, dandosi una mano a vicenda.

Imparare a comunicare in modo più efficace può aiutare a superare meglio questo periodo e a ricavarne anche l’occasione di conoscere meglio i propri familiari.

Visto che ora c’è più tempo, si può provare ad ascoltare veramente cosa l’altro ci vuole comunicare delle sue emozioni, angosce, dubbi. Senza cercare un capro espiatorio, ma ascoltando i diversi bisogni e punti di vista, che, non essendo stati comunicati l’un l’altro, hanno magari condotto ad equivoci, ad un accumulo di incomprensioni o a sviluppare ostilità.

Carte - Jack Donna Re
Photo by jalil shams from Pexels

È importante anche sapersi ritagliare del tempo per se stessi durante la giornata. Questo comprende il dedicarsi ai propri doveri come lo studio e il lavoro, ma alternandoli anche a momenti di svago, come letture, attività fisica, attività manuali e creative, sperimentare nuove ricette, rispolverare giochi in scatola. Dedicarsi insomma a ciò che piace, ma che non si ha mai tempo di fare. Un metodo efficace potrebbe essere pianificare dei piccoli obiettivi giornalieri e settimanali, in modo da organizzare in anticipo il proprio tempo e ricrearsi una routine.

La convivenza forzata di queste settimane, può diventare così un’opportunità di ricongiungimento, una possibilità per non scappare dai conflitti ma cercare di affrontarli e gestirli.

Può anche diventare un’occasione per riappropriarsi di tempi e di spazi che magari sono stati fino ad oggi solo desiderati, e una “scusa” per usare il tempo a disposizione in modo costruttivo, curando la relazione con la propria famiglia.

Gli appuntamenti con “Le domande in quarantena”

  • Non sono malato/a e nessuno dei miei conoscenti lo è… Però ho paura del coronavirus: è sbagliato? [LEGGI QUI]
  • In isolamento, senza contatti con amici… Come affrontare la solitudine? [LEGGI QUI]
  • Già avevo incertezze e ansia per il futuro, come faccio a non sentirmi persa/o in questo caos? [LEGGI QUI]

Avete altre domande in questo periodo di clausura forzata? Inviatele pure alla email [email protected] oppure contattate direttamente gli psicologi di Psychoarea Young (contatti qui sotto).

PsychoArea Young

PsychoArea Young è un’associazione di giovani psicologi con sede a Verona. Potete contattarli e informarvi sulle loro iniziative attraverso la pagina Facebook PsychoArea Young o alla email [email protected].

Con loro abbiamo già parlato anche di “ansia da esame” e autostima.

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Gli psicologi di PsychoArea Young. Margherita Isalberti, Andrea Dalboni, Camilla Castellarin ed Elisa Veneziani

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