Come facciamo a non sentirci persi in questo caos?

Già c’erano poche certezze nel nostro futuro, ora anche nel presente. Ci sentiamo persi in questo caos. Una pandemia di queste dimensioni, che si insinua in modo così esteso nella nostra quotidianità non l’avevamo mai nemmeno immaginata. Proviamo quindi a rispondere, con la collaborazione di alcuni psicologi, agli interrogativi che ci mettono in difficoltà in queste giornate.

Continua la collaborazione fra Pass Magazine e Psychoarea Young, un’associazione di giovani psicologi con sede a Verona. Pass ha fatto loro “Le domande in quarantena”, e questa è la quarta puntata (dopo “Ho paura del coronavirus. È sbagliato?“,”Convivenza forzata in famiglia: come affrontarla?” e “Come affrontare la solitudine?“).

In fondo alla pagina trovate gli altri temi che toccheremo e le istruzioni per aggiungere le vostre domande.

Se già prima non c’erano grandi certezze nel nostro futuro, ora neanche nel presente. Tutto quello che ci sta succedendo mi preoccupa, l’ansia per il futuro è sempre più grande. Come facciamo a non sentirci persi in questo caos?

In un momento come questo, avere paura è più che normale. È fondamentale permettere a noi stessi di provarla, senza però lasciarcene travolgere.

Ad alimentare il nostro disagio è il fatto di non sapere quando tutto sarà veramente finito e che cosa ci aspetta per il futuro.

persi in questo caos - disperazione
Photo by Andrea Piacquadio from Pexels

Si è creato infatti un contesto in continua evoluzione, che sfugge alla possibilità di essere controllato e che ci pone in attesa del ristabilirsi della normalità. Per evitare che questa incertezza ci paralizzi, e ci sentiamo persi in questo caos, è importante innanzitutto accettare di non avere soluzioni definitive ed efficaci in questo momento, e convincerci invece che possiamo adattarci al cambiamento di molte abitudini quotidiane, imparando a convivere con l’incertezza. Ciò che possiamo fare è concentrarci su questo presente, cercando di sfruttarlo al meglio.

Un primo passo è evitare di consultare ossessivamente notiziari e social: è sufficiente scegliere due o tre fonti di informazioni ufficiali e attendibili, come il Ministero della Salute e l’Istituto Superiore di Sanità, per informarsi in maniera corretta e contenere così la paura. Esporsi ad una continua informazione alimenta lo stato di allerta.

Altrettanto utile può essere anche condividere le proprie preoccupazioni con le persone a noi care. Quindi via libera a smartphone, tablet e pc per fare videochiamate con parenti e amici: aiutano a ridurre il senso di isolamento e le preoccupazioni inevitabilmente associate alla quarantena.

Allo stesso modo, condividere momenti di intrattenimento in famiglia come guardare un film insieme, preparare un dolce o semplicemente giocare a carte aiuta a ridimensionare le paure e a riscoprire il piacere della quotidianità.

Anche investire del tempo su nuovi progetti, interessi, attività può aiutare a contenere l’ansia per l’incertezza del futuro. Ad esempio si può pensare a cosa piacerebbe fare o a dove piacerebbe andare, una volta tornati alla normalità.

Un ulteriore motivo di interesse potrebbe derivare dalla consultazione delle risorse rese disponibili dal Governo (attraverso il sito Solidarietà digitale) per frequentare visite virtuali di musei, festival, videoteche, spettacoli e per leggere gratuitamente un giornale o un libro.

Nei casi in cui l’ansia e la paura prendano il sopravvento è importante contattare un professionista. Gli psicologi conoscono bene queste problematiche e possono essere di grande aiuto.

Infine, ricordiamoci che la ricerca scientifica sta progredendo molto rapidamente verso scoperte quotidiane di ulteriori dettagli sulla biologia di questo virus. Mai nella storia la scienza ha avuto uno spiegamento di forze così imponente. Per avere una cura definitiva ci vorrà senz’altro del tempo, ma molto meno di quello che sarebbe servito in ogni altra epoca della storia umana.

Gli appuntamenti con “Le domande in quarantena”

  • Non sono malato/a e nessuno dei miei conoscenti lo è… Però ho paura del coronavirus: è sbagliato? [LEGGI QUI]
  • Convivenza forzata in famiglia: come affrontarla? [LEGGI QUI]
  • In isolamento, senza contatti con amici… Come affrontare la solitudine? [LEGGI QUI]

Avete altre domande in questo periodo di clausura forzata? Inviatele pure alla email [email protected] oppure contattate direttamente gli psicologi di Psychoarea Young (contatti qui sotto).

PsychoArea Young

PsychoArea Young è un’associazione di giovani psicologi con sede a Verona. Potete contattarli e informarvi sulle loro iniziative attraverso la pagina Facebook PsychoArea Young o alla email [email protected].

Con loro abbiamo già parlato anche di “ansia da esame” e autostima.

psychoarea young ansia da esame
Gli psicologi di PsychoArea Young. Margherita Isalberti, Andrea Dalboni, Camilla Castellarin ed Elisa Veneziani

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