“Aladdin”: tra colori e sapori d’infanzia

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La recensione sul live-action del cartone animato Disney, tra femminismo, stoccate politiche e un genio "di Bel Air" di Gianmaria Busatta "Aladdin" di Guy Ritchie, 2019 Aladdin è un giovane ragazzo che ad Agrabah, una delle città d’Oriente. Si procura da vivere mediante piccoli furti. Un giorno la principessa Jasmine, uscita dal palazzo reale di nascosto e sotto mentite spoglie, lo incontra fra la gente del popolo. Tra i due scocca subito una scintilla. Nonostante l’una sia destinata a sposare un ricco e alleato principe e l’altro appartenga alla classe sociale più povera. Aladdin finisce, però, nelle mani del perfido Visir Jafar,

Avengers: Endgame

Avengers Endgame

«Degno successore di Infinity war» secondo Gianmaria. Che ne pensate? Lo schiocco delle dita di Thanos ha spazzato via il 50% degli esseri viventi dell’intero universo. I pochi supereroi superstiti non reagiscono allo stesso modo in seguito al tragico evento apocalittico: c’è chi prova a ricominciare una vita, chi ci riesce e chi non perde le speranze e non smette di cercare nuove soluzioni. La svolta avverrà grazie al gioco di squadra, quando ciascuno è chiamato a fare la propria parte e diventa consapevole che il futuro dell’umanità non dipende dalla forza del singolo, ma dalla collaborazione e il sostegno reciproco in un gruppo. Una sfida indubbiamente non facile, contro un nemico,

“Noi”, di Jordan Peele. Una critica al benessere materiale

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In vacanza con i propri genitori sulla spiaggia di Santa Cruz nel 1986 la piccola Adelaide vive un momento di trauma così profondo che si rinchiude nel mutismo. Oggi Adelaide ha superato il trauma e ha una famiglia. Ritornata con suo marito e i suoi due figli nella stessa spiaggia delle vacanze dell’infanzia, Adelaide inizia ad avvertire che qualcosa non va. La sera stessa si accorge della presenza di quattro sagome davanti all’ingresso della loro casa, che si riveleranno persone fisicamente uguali a loro e dotate delle peggiori intenzioni. Dopo lo straordinario "Scappa – Get out" Jordan Peele torna dietro la macchina da presa per un secondo horror, altrettanto sagace

Tutto scorre, nulla cambia

La recensione del film vincitore agli Oscar 2019 per Miglior film straniero, Miglior regia e Miglior fotografia di Gianmaria Busatta Cleo è una domestica tuttofare nella casa di una famiglia medio borghese, residente nel quartiere Colonia Roma in Città del Messico. Gli eventi sono ambientati tra il 1970-'71, periodo in cui la capitale vive una stagione di instabilità economico-politica. Questo è il mio film più personale.-Alfonso Cuarón Sono trascorsi quasi diciotto anni prima che Cuarón riportasse lo spettatore nel suo nativo Messico, dopo il magnifico Y tu mamá también, il film che gli ha aperto la strada nel panorama cinematografico hollywoodiano. Dopo aver sperimentato il puro fantasy con Harry

Finiti gli esami, arrivano le vacanze. Fotografatevi con Pass, ovunque

Pass a Parigi

Dopo tanto tempo tra i banchi dell’università o in mezzo ai libri per preparare la sessione estiva, ecco finalmente le vacanze. Tempo di bagni al lago e al mare, camminate in montagna, visite a città straniere o anche solo grigliate sul terrazzo con gli amici o passeggiate serali nella quiete profumata del caldo estivo. Da sempre Pass Magazine pubblica le foto che vi scattate con la nostra rivista in ogni parte del mondo, dal chiostro dell’università fino a Londra. Continuate a scattarle, in ogni occasione, mentre siete con gli amici o con la vostra famiglia, mentre siete in vacanza con la vostra

Prima Loro e poi Lui, Silvio Berlusconi. Tra finzione e realtà

di Gianmaria Busatta Durante una bellissima giornata di sole una pecora entra in una lussuosa villa in Sardegna e fissa lo schermo di una televisione accesa in cui è trasmesso un programma di Mike Bongiorno. Questi i primissimi minuti di Loro 1, prima parte del dittico Loro, l’ultima fatica di Paolo Sorrentino dopo l’emozionante Youth – La giovinezza. Poi seguono le vicende di imprenditori arrivisti, politici corrotti, veline sensuali, giullari. E altri animali. Si dovranno aspettare circa 50 minuti prima di vedere il Berlusconi di Toni Servillo entrare in scena, e da quel momento il film cambia ritmo e registro. La sensazione che si prova durante la visione del film e

Quando il cinema diventa esperienza. Grazie al silenzio

di Gianmaria Busatta “Rimanete in silenzio, rimanete vivi” è il titolo di giornale stampato nel 2020, un anno distopico post apocalittico in cui la Terra è stata invasa da creature aliene corazzate prive del senso visivo, ma con un udito ipersensibile: basta provocare un piccolo rumore per diventare una loro preda. La famiglia Abbott, composta da padre, madre e due figli, è uno dei pochissimi casi in cui i membri sono sopravvissuti allo sterminio della popolazione; questi conducono una vita nel silenzio e in modo organizzato, già abituati a comunicare con il linguaggio dei segni dato che la figlia è sordomuta dalla nascita. Tutto procede in modo liscio,

“Ready Player One” e l’esigenza di andare oltre ai filtri virtuali

di Gianmaria Busatta Nel distopico 2045 la Terra è inquinata e sovrappopolata; le persone vivono in immense baraccopoli sviluppate in verticale e tutta l’America “ha smesso di lottare per quel che importa”. Wade Watts è un ragazzo di 17 anni che vive con la zia a Columbus, nell’Ohio, su un grattacielo fatto di container e roulotte. Al fine di evadere dal degrado della vita reale di tutti i giorni, per lavoro, istruzione e intrattenimento puro Wade e tutte le altre persone si rifugiano in OASIS, un mondo virtuale di dimensioni incommensurabili, creato dal celeberrimo programmatore James Halliday. Alla sua morte, Halliday annuncia tramite il suo avatar che

“Avengers: Infinity War”: una summa di epica ed intrattenimento

di Gianmaria Busatta Da quando fu creato l’universo, sei gemme rappresentano gli aspetti essenziali e primitivi del cosmo: tempo, anima, spazio, mente, realtà e potere. Le sei gemme, qualora vengano tutte riunite nel Guanto dell’Infinito, consentono al loro possessore di diventare onnisciente e onnipotente. È volontà del titano Thanos appropriarsene per sfruttarne l’incommensurabile potere, e sarà compito degli Avengers e dei Guardiani della Galassia impedire che il destino dell’intero universo sia messo in pericolo. Avengers: Infinity War ha molto, moltissimo da raccontare: il film è privo di un’introduzione ed inizia subito in medias res, su una nave asgardiana subito dopo gli avvenimenti avvenuti in Thor: Ragnarok. Il film dura circa

Ezechiele 25:17 e la filosofia di Tarantino

Pietà e vendetta moralmente giustificata in Pulp Fiction Articolo comparso nella sezione “Cultura” del n°48 di Pass Magazine di Gianmaria Busatta Ezechiele 25:17. “Il cammino dell'uomo timorato è minacciato da ogni parte dalle iniquità degli esseri egoisti e dalla tirannia degli uomini malvagi. Benedetto sia colui che nel nome della carità e della buona volontà conduce i deboli attraverso la valle delle tenebre, perché egli è in verità il pastore di suo fratello e il ricercatore dei figli smarriti. E la mia giustizia calerà sopra di loro con grandissima vendetta e furiosissimo sdegno su coloro che si proveranno ad ammorbare e infine a