E-book: tra innovazione e difficoltà. Intervista alla Professoressa Federica Formiga.

                                                                                                                                (clikka per il pdf del numero di novembre di Pass)

In un universo digitalizzato che condiziona sempre più ogni aspetto della nostra vita, ci siamo chiesti come si sarebbe trasformato il mondo del libro, simbolo chiave della nostra civiltà. Per scoprirlo ci siamo rivolti alla dottoressa Federica Formiga, Professoressa di Archivistica e Storia del libro e dell’editoria, oltre che presidente del Master Universitario in Editoria: Progettazione e Management.
1. Se in un prossimo domani venissero adottati gli e-book come materiale principale di studio nella nostra Università,comporterebbe secondo lei dei risultati positivi a corto e lungo termine?
Se l’e-book rimarrà strutturato come oggi lo conosciamo non solo non ci saranno dei risvolti positivi alla sua adozione, ma neanche sarà possibile adottarlo, perché l’e-book non deve fornire solo le caratteristiche di un testo a stampa, non può essere la copia di quello che già conosciamo. Ci saranno risultati positivi se il libro digitale troverà dei valori aggiunti senza limitarsi a quello che si può fare nel cartaceo (sfogliare, sottolineare, appuntare).
2. Secondo lei le case editrici e librerie locali riuscirebbero ad adattarsi al fenomeno?
Più che di adattamento preferirei pensare alla trasformazione o alla convivenza tra i sistemi editoriali.
3. Secondo lei si creerebbe uno squilibrio tra studenti “digitalizzati” e studenti che riescono a studiare solo su supporto cartaceo?
Non lo credo. Chi studierà su device avrà possibilità solo diverse rispetto a  chi rimarrà fedele al cartaceo, poiché potrà in contemporanea far appello alla rete per approfondire quanto studia, però allo stesso tempo dovrà mantenere la concentrazione e stabilire la gerarchia delle fonti e l’autorevolezza delle informazioni. Il cartaceo, invece, contempla delle fasi più lunghe ma servono a sedimentare lo studio e la ricerca.
Infine non si tratta di riuscire a studiare o meno su supporti digitali; è oggettivamente difficile per tutti leggere su supporti diversi dal cartaceo perché il nostro cervello avrà ancora bisogno di tempo per riuscire a fare in modo che si assimilino concetti e spiegazioni.
Se si sente la necessità di stampare ciò che si sta leggendo in formato elettronico significa che la missione dell’e-book è fallita. Diverso è ovviamente per la lettura rilassata.
4. Cosa ne pensa di adottare nel nostro sistema bibliotecario sistemi già presenti in altre biblioteche, come il prestito di e-book a scadenza o la possibilità di scaricare libri di cui è caduto il diritto d’autore?
Verona per far fronte alla richiesta di testi, libri, articoli, saggi dovrebbe servirsi di network di biblioteche digitali come ad esempio MLOL (Media Library on-line). Lo praticano altri servizi bibliotecari (provincia di Brescia, comune di Milano, ecc) e non avrei nulla da eccepire se anche il nostro Ateneo lo utilizzasse. In genere la biblioteca mette a disposizione il link a cui si ha un accesso limitato nel tempo. Scaricare libri per cui sono scaduti i diritti lo si può fare privatamente grazie a Google Scholar e Google Books, che permettono il download gratuito.

di Mariella Rendon
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