Chiusa l’aula studio San Vitale: dalle proteste alle proposte

San Vitale era un’aula studio dagli arredi modesti: quattro mura, un bagno, poche prese e niente wi-fi. Tavoli e sedie offrivano una certa varietà per stile e foggia. L’aula, come da avviso apparso nei mesi scorsi, è stata chiusa il 30 Aprile a causa della spending review dell’UniVR, che non ha più la possibilità di pagare l’affitto per l’immobile. «Gli studenti possono usufruire di spazi alternativi» recita il manifesto, ovvero il nuovo complesso di Corte Maddalene e la sempiterna Frinzi. Inoltre, continua, «A breve saranno attivi anche spazi di studio e lettura nel complesso restaurato dell’ex caserma S. Marta».

No problem quindi?
E invece sì. Il 20 Marzo scorso è stata organizzata un’assemblea sul tema in questione. L’evento, pubblicizzato su Facebook, oltre che contrastare la chiusura – ormai decisa – lasciava trasparire un intento di polemica (rispetto ad alcuni indirizzi presi dall’Ateneo) e di proposta per un uso alternativo dello spazio.
Alcune voci contro-rivoluzionarie stigmatizzano la protesta come pretestuosa e non veramente vicina all’interesse degli utenti. “Utenti” e non “studenti” perché l’aula era divenuta punto di ritrovo anche per ex-studenti e non solo.
Maria Giovanna Sandri, ex-presidentessa del Consiglio degli Studenti, ancora in carica al momento della protesta, si era fatta avanti come interlocutore. Ha dovuto però registrare che «non erano interessati al contatto con i rappresentanti degli studenti», e li ha quindi invitati a rivolgersi al Prof. Giorgio Gosetti, delegato del Rettore alle politiche per gli studenti, il quale – su propria iniziativa – si è reso disponibile.

«Si tratta di un’aula da 100 posti, ridimensionata poi a 50 per questioni di sicurezza», afferma Gosetti. «A causa del patto di stabilità non potevamo permetterci di pagare affitto, spese condominiali e costi di gestione. Era diventata un importante luogo di incontro, oltre che di studio, ma era ormai superata da altre strutture. Bisogna quindi distinguere: se parliamo di uno spazio per studiare, so che la Frinzi è sempre molto affollata, ma ci sono le nuove aule di Corte Maddalene (che ha dei problemi, ma stiamo monitorando la situazione) e S. Marta, che non è ancora pronta, ma mi sento di dire che i lavori sono a buon punto».

Cosa significa “a buon punto”?
«Non ho una data certa, ma direi entro la fine dell’anno».

Per quanto riguarda luoghi di aggregazione invece? 
«Non sarebbe un compito strettamente dell’Università, ma ci stiamo lavorando. Mi sono confrontato con i miei omologhi di altri Atenei: per esempio a Padova concedono le aule solo per iniziative singole o conferenze. Là però i numeri sono diversi. Qui a Verona si potrebbe tentare una soluzione diversa. Vorremmo individuare degli spazi già in possesso dell’Ateneo, da mettere a disposizione come sede fissa delle associazioni studentesche che lo richiedono. È una possibilità da valutare. Ne ho portato istanza al Rettore ed ho ricevuto le richieste del Consiglio degli Studenti».

L’immagine in copertina è tratta da Facebook.

Alessandro Bonfante

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