Un caffè e un buon libro

Quando una passione incontra la voglia di condivisione: La moka letteraria

Articolo comparso nella sezione “Ateneo” del n°48 di Pass Magazine

di Beatrice Castioni

Cinque gusti di caffè, ognuno dei quali collegato a una tipologia di post letterario. Questa è l’idea che sta alla base del progetto di Laura Padoan, ex studentessa di Editoria e giornalismo all’università di Verona e dal 2016 fondatrice del blog La moka letteraria, dedicato al mondo dei libri e agli eventi a essi correlati. Si tratta di un rifugio sicuro per tutti gli appassionati lettori, ma anche per chi vuole saperne di più su quegli strumenti potentissimi fatti di inchiostro e carta. Ad oggi la redazione del blog vanta un gruppo di appassionati del settore che si sono messi in gioco per scambiare le proprie opinioni con chiunque condivida i loro stessi interessi.

Da dov’è nata la tua passione per la lettura? Quale arricchimento credi che i libri possano lasciare alla società?

Penso che la passione per la lettura sia nata con me, che abbia messo i primi passi nella mia mente quando ho cominciato ad accostare una A con una B e che sia esplosa quando mia madre mi ha messo davanti Ulisse e il vaso di Pandora, uno dei tanti libri per bambini sulla mitologia preso da non so quale scaffale della biblioteca della mia città. Ricordo quel momento come l’istante in cui mi resi conto di cosa poteva darmi la lettura: consapevolezza. Consapevolezza del mondo e del genere umano, consapevolezza del significato di una parola e della potenza di una storia. I libri non ci permettono solo di conoscere, ma anche di dare libero sfogo ai meandri dell’immaginazione e dell’animo. Il libro è, quindi, lo strumento attraverso cui conosciamo il mondo, noi stessi e, alle volte, ci riconosciamo in quegli autori con i quali condividiamo un pensiero nascosto tra le righe.

Descrivi con cinque aggettivi l’ultimo libro che hai letto.

L’ultimo libro che ho letto è L’Arminuta di Donatella di Pietrantonio. Mi viene da definirlo: magistrale nello stile di scrittura, semplice nella sua comprensione, concreto nelle descrizioni, toccante per i fatti narrati, meritevole del Campiello ricevuto.

Dal blog si legge che La moka letteraria è nata grazie a un’esercitazione per un esame universitario. Perché in seguito hai deciso di portare avanti questo progetto?

Ti rispondo con una domanda: si possono forse abbandonare i propri bambini? La moka letteraria è nato da me stessa per essere condiviso con chi nutre la mia stessa passione. Farlo morire era inconcepibile. E poi, per crearlo, ho dovuto smanettare troppo con Photoshop per pensare anche lontanamente di mandare all’aria tante ore di studio!

In molti sono dell’opinione che i corsi universitari, in particolare quelli di stampo umanistico, siano poco pratici e di conseguenza non abbastanza idonei all’inserimento nel mondo del lavoro o per “toccare con mano” ciò che si ha studiato. Pensi che l’università sia il luogo giusto per far nascere progetti concreti o La moka letteraria è stata un’eccezione?

Penso che questa sia una critica valida e sono convinta che l’università possa essere un buon banco di prova per capire quali sono le proprie potenzialità, aree di miglioramento e debolezze anche nell’attuazione pratica di quanto si studia. Sono del parere che la teoria è importante per immergersi in un ambito di studio o lavoro, ma poi è la pratica che ci fa diventare parte di esso.

Raccontaci i processi creativi che stanno dietro alla stesura di un articolo, come vengono assegnati i pezzi e con quale criterio vengono selezionati i titoli.

In modo molto semplice. Parliamo, ci confrontiamo e decidiamo i titoli sulla base dei gusti della redazione, su ciò che ci viene inviato dalle case editrici e dagli scrittori emergenti, facendo un po’ di attenzione a non tediare con classici triti e ritriti oppure parlando troppo di contemporanei. Quando ci confrontiamo con editori e autori, mettiamo in campo l’arma vincente: la sincerità. Se il libro non ci è piaciuto, scriviamo una recensione da inviare privatamente alla persona che ci ha inviato il libro, spiegando le nostre motivazioni. Non è nostra intenzione mettere in cattiva luce un autore con una recensione negativa, come non sarebbe giusto parlarne bene quando notiamo delle criticità considerevoli.

Con quale stile scrivete i vostri articoli e come vi annotate i punti sui quali porre maggiore attenzione?

Ognuno di noi ha un suo stile ed è giusto lasciarlo a briglie sciolte! Personalmente, quando leggo un libro faccio un sacco di note. Note di collegamento semantico con altri passi del libro, appunti sullo stile, sulla fluidità della scrittura. Sottolineo le frasi che mi hanno colpito di più e che potrebbero rappresentare il significato del libro stesso, perché, in fin dei conti, chi muove i fili è un’unica mente che fa parlare più personaggi secondo un unico concetto.

Quali rubriche possiamo trovare sul sito di La moka letteraria?

Allora, partiamo con “Il libro del mattino” dove trovano spazio le ultime uscite, quelle che desideri come il primo caffè del mattino. Poi ci sono i nostri “Aromi da scoprire”, lo spazio dei classici, quelli da mercatino che aspettano una spolveratina per essere letti ancora. “Caffè moderno” è lo spazio dei pensieri, di interviste, di tutto quello che ci passa per la testa mentre siamo a lezione, in Frinzi oppure alle macchinette di Polo Zanotto. Poi ci sono i “Piccoli bonsai” dove pubblichiamo i racconti brevi di chiunque abbia voglia di far uscire alla luce del sole quelli che ha chiuso nel famoso cassetto.

Domanda a bruciapelo: consigliaci tre libri che ti sono entrati nel cuore.

Piccole donne, Oceano mare e Sostiene Pereira.

Qual è il futuro che vedi per il blog?

Io vedo le visualizzazioni di Analytics che impazzano, lettori come noi che condividono le nostre recensioni, guardano le nostre stories mentre siamo alle fiere letterarie. Rivedo lo stesso team che c’è ora, sempre appassionato, professionale e pronto a darsi una mano. Ci tengono particolarmente a ringraziare questa redazione, con la quale al momento, attendiamo di racimolare almeno i soldi di una pizza da mangiare tutti assieme parlando libri di libri e aspettando che la moka sia pronta.

 

Immagine di copertina di Nicole Piccini

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