Che lavoro vuoi fare da grande?

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Che lavoro vuoi fare da grande?
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Come trovare un lavoro che garantisca un futuro.

Alla base di tutto troviamo la Legge Bilancio 2021, il Recovery Fund europeo e vari incentivi che spingono verso tre direzioni, o meglio ancora, transizioni: quella tecnologica, quella ambientale e quella demografica. Non stiamo parlando tuttavia solo di spinte mosse dal progresso, ma anche da conseguenze comportate dallo shock pandemico; è infatti evidente che quest’ultimo ha avuto conseguenze negative sul mondo lavorativo. Non tutto sembra essere perduto tuttavia secondo uno studio ANPAL: proprio grazie al suddetto shock sarà possibile il recupero.

Lo studio inizia considerando le fluttuazioni del PIL e quelle che sono le possibili previsioni. Nel dettaglio gli scenari sono due: il primo (scenario A) postula nel 2021 una ripresa più graduale a partire dal terzo trimestre, e per gli anni successivi prevede un ritorno a un sentiero di crescita tendenziale piuttosto sostenuto. Il secondo (scenario B, decisamente più favorevole) prevede una crescita dell’economia italiana più sostenuta già a partire dal 2021, grazie ad un impiego efficiente delle risorse comunitarie che porterebbero l’economia italiana a crescere ad un tasso tendenziale sensibilmente superiore alle media degli ultimi anni. Se quanto avete appena letto fa paura non preoccupatevi, è normale e fortunatamente esiste un grafico decisamente giù chiaro – che segue.

scenari occupazionali A e B grafico
scenari occupazionali A e B grafico

L’attuale contesto è ancora caratterizzato da forte incertezza sul fronte sanitario per le nuove varianti del virus Covid-19, la diffusione dei contagi e l’andamento del programma vaccinale. Pertanto, le ipotesi alla base dello scenario A – più negativo – sembrerebbero più possibili almeno per questo 2021.

Se fino ad ora abbiamo affrontato gli aspetti più generali di come si evolverà il mondo del lavoro, è questo il momento di affrontare la questione più nel dettaglio. Ma prima due semplici nozioni. Parliamo di expansion demand quando ci riferiamo a nuove opportunità di lavoro, a nuovi settori in via di creazione. Diversa storia quando sentiamo nominare la cosiddetta replacement demand, ovvero i lavoratori in uscita la cui ultima mansione sarà quella di passare il testimone ai nuovi arrivati. 

Chiaramente la replacement demand sarà sempre positiva (se non altro perché prima o poi schiattiamo tutti), mentre l’expansion non è altrettanto certa, ma questo shock pandemico – assieme a Legge Bilancio 2021 e agli incentivi europei – sembrano aver portato a delle conseguenze interessanti; tra i dati stimati si calcola infatti un incremento dell’occupazione fino ad 1.1 milioni di posizioni lavorative nel prossimo quinnquennio.

Gli equilibri pre-pandemici si sono infatti rotti, mostrando le fragilità di alcuni fenomeni come – ad esempio – l’iper-globalizzazione, evoluzione della globalizzazione basata sulla frammentazione della catena di produzione all’interno della global value chain. Parliamo di incertezza infatti per il mondo industriale, il quale dovrà a breve fare i conti con la transizione alla famigerata industria 4.0 di cui si parla ormai da tempo e per la quale il nostro governo ha stanziato ben 20 miliardi.

Prosegue la corsa dell’informatica e delle telecomunicazioni che confermano la propria posizione con una continua accelerazione. È questo il motivo, tra l’altro, per cui qualunque professionista dovrà presto apprendere nuove skills digitali: senza queste competenze sembrerebbe infatti impossibile far fronte al nuovo mondo del lavoro. Parlando del mondo della consulenza – anche questa in fase di radicale passaggio alla digitalizzazione – ci riferiamo infatti al primo settore ad intercettare il cambiamento in atto; si stima infatti che possa offrire servizi innovativi che riflettano il cambiamento strutturale indotto dalla digitalizzazione. Molti servizi consulenziali saranno infatti fortemente specializzati nel settore tecnologico dove trovano impiego molte figure professionali innovative anche nell’ambito ICT, quali il data scientist o il cyber security expert.

Chiaramente non da meno il mondo sanitario, che con questa epidemia – per fortuna o purtroppo – ha avuto un’esplosione: la crescita della domanda non fa infatti riferimento solo al bisogno di medici, paramedici o personale sanitario che si voglia. Anche le case farmaceutiche stanno vedendo numeri da record.

Molto bene anche il settore dei trasporti, il quale grazie alla spinta Green sulla quale stanno puntando – e come accennato precedentemente, investendo – governo ed Unione europea vedrà un aumento della produzione, e quindi dell’occupazione. Finalmente buone notizie anche per il settore edilizio, e con questo mi fermo lasciandovi un grafico riepilogativo, il quale grazie alle suddette spinte eco-friendly sta godendo anch’esso di finanziamenti per il cosiddetto superbonus 110% e per il bonus Green. 

expansion demand grafico
expansion demand grafico

Male il settore agricolo e come abbiamo visto incerto quello industriale, se paragonati alle possibilità offerte dal mondo dei servizi. Certamente le rivoluzioni portate dalle varie vicende e vicissitudini che hanno coinvolto la nostra società negli ultimi tempi non sono poche, ma come la storia insegna un nuovo equilibrio va fortunatamente – e fortuitamente – costituendosi ciclicamente. 

E tu, che lavoro vuoi fare da grande?  

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