Che l’avventura abbia inizio!

Madrid
Tempo di lettura: 2 minuti

Un mese in terra spagnola

Il diario dall’Erasmus di Chiara Gianferotti

Articolo comparso nella sezione “Backstage” del nº 46 di Pass Magazine

Hola chicos!

Sono Chiara, una studentessa di Verona di Lingue per l’Editoria, e durante quest’anno accademico vi accompagnerò qui su PASS con le mie (dis)avventure direttamente da Madrid. Iniziamo!

In questo primo capitolo vi parlerò dell’università. Ci tengo a precisare che molte cose possono cambiare da un ateneo spagnolo all’altro e che qui leggerete la mia esperienza personale.

Nonostante si pensi che l’Erasmus in Spagna sia solo grandi divertimenti, ci tocca anche studiare! Il sistema universitario spagnolo è completamente diverso rispetto al nostro in Italia, e ciò per noi studenti Erasmus italiani è stato il primo shock. Non lo dico a voce troppo alta, ma molto spesso rimpiango la mia cara università di Verona. Innanzitutto i ragazzi spagnoli iniziano l’università un anno prima di noi italiani, a diciotto anni. Sembra quasi di essere tornati a frequentare il liceo, perché gli studenti sono accompagnati dai professori nello studio e nel lavoro di tutti i giorni. Un punto a favore del sistema spagnolo è sicuramente il largo spazio che viene dedicato alla pratica. In Italia studiamo soprattutto nozioni teoriche, mentre qui la teoria costituisce una semplice base per poi lavorare attivamente, specialmente in gruppo.

Il secondo grande shock per noi è stato sentire gli studenti chiamare i professori per nome, senza dare del Lei. È incredibile vedere come il rapporto tra loro sia totalmente amichevole!

Le lezioni sono obbligatorie: se non frequenti, non dai l’esame. Come alle scuole superiori, è importante partecipare in classe, facendo domande o presentazioni orali. Nell’università in cui mi trovo amano particolarmente le presentazioni PowerPoint: parte della valutazione si basa proprio sulla partecipazione, oltre che sui voti dei vari “assignments” settimanali. In particolare, i voti vanno da 2 a 10 e il 5 viene considerato come sufficienza. L’esame finale di ogni materia sarà una media di tutti i voti acquisiti durante il semestre, sommata al risultato di un test scritto su tutti gli argomenti.

Come potete vedere tutto ciò ha poco a che fare con la nostra università di Verona, ma credo che l’esperienza che sto vivendo valga tutti i sacrifici!

Vi do l’appuntamento al prossimo numero, con un resoconto sulla vita studentesca madrileña!

 

¡Hasta Pronto!

Chiara Gianferotti

 

Se hai vissuto un’avventura analoga alla mia e vuoi raccontarci la tua versione, scrivi a passunivr@gmail.com

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