ScientificaMente, l’effetto Milgram

Riflesso Condizionato
Tempo di lettura: 3 minuti

Si chiude oggi SceintificaMente, la rubrica di gennaio di Pass sugli esperimenti pedagogici, psicologici e sociali svolti nel XX secolo. In occasione della Giornata della Memoria proponiamo l’esperimento Miligram svolto dopo il processo Eichmann e che mira ad analizzare come sia stato possibile uccidere milioni e milioni di vite umane.  

Secondo una particolare teoria psicologica basata su dati empirici, la maggior parte delle persone sono protese ad obbedire senza troppo indugio all’autorità, a prescindere dalla correttezza o meno degli ordini impartiti. Un interessante esperimento a tal proposito venne svolto nel 1961 e passò alla storia col nome dello psicologo statunitense Stanley Milgram.

L’esperienza nacque tre mesi dopo il processo tenutosi a Gerusalemme contro il criminale di guerra nazista Adolf Eichmann, per rispondere ad una semplice domanda: “È possibile che Eichmann e i suoi milioni di complici stessero semplicemente eseguendo degli ordini?”.

L'esperimento Milgram

Per fare un esperimento servono tuttavia dei candidati, ed ecco che, tramite inserzioni su giornali locali, inviti spediti per posta e telematicamente, un campione di sesso maschile con un’età compresa tra i 20 e i 50 anni venne facilmente rilevato. Anche l’estrazione sociale era diversa e quindi i candidati erano eterogenei. Le altre due figure dell’esperimento erano degli attori, che ricoprivano i ruoli di medico e di paziente. Il candidato doveva sostanzialmente fare da assistente allo scienziato.

Il paziente (in realtà un attore nelle vesti di allievo) veniva quindi condotto in una stanza isolata e fatto sedere su una sorta di sedia elettrica, mentre lo scienziato e il candidato (perfettamente ignaro delle dinamiche) entravano in una stanza dove era presente un controllore con 30 interruttori in grado di generare una scarica elettrica compresa tra 15V e 450V.

Nel dettaglio, l’esperimento era così strutturato:

  1. L’insegnante (il candidato, per intenderci) leggeva all’allievo-attore delle sequenze di coppie di parole da memorizzare (ad esempio carta-albero, libro-statua, etc.)
  2. L’allievo doveva quindi a questo punto ricordare la seconda parola di tutte le coppie precedentemente esposte associandole ad un aggettivo (albero-secolare, statua-monumentale, etc.)
  3. Valutare la correttezza della risposta dell’allievo e, in caso di risposta errata, infliggere all’allievo una scossa sempre più potente man mano che questo sbagliava.
Riflesso Condizionato

L’esperimento era tuttavia completamente truccato: l’allievo-attore non percepiva alcuna scarica, in quanto queste non venivano veramente impartite come punizione. Il candidato, nonostante l’attore simulasse il dolore provocato dalle presunte scariche, erogava su indicazione del medico scariche sempre più potenti fino a raggiungere i 300V, quando l’attore smetteva di lamentarsi del dolore fingendosi morto. La cosa sorprendente fu che non si trattò di un solo caso isolato: più persone sottoposte all’esperimento arrivarono a spingersi a tanto.

Ma come era possibile che così tante persone arrivassero ad uccidere un uomo solo perché un medico lo aveva implicitamente chiesto? La risposta, o meglio, l’ipotesi – poi confermata – è che la persona media tende ad assecondare l’autorità (in questo caso il medico) a prescindere dai risultati che ne derivano. Ecco dunque come lo psicologo Stanley Milgram riuscì a motivare le alte adesioni che Adolf Eichmann conseguì storicamente, facendo compiere ai suoi soldati atti terribili e disumani.

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.

8 − otto =