Esu, cosa sta succedendo?

Alloggi udu benefici
Alloggi Esu di via Mazza a Verona. Foto dal sito esu.vr.it
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A seguito di un sondaggio svoltosi sulla nostra pagina Instagram, che aveva come oggetto l’ente di garanzia del diritto allo studio Esu, è emerso un generale malcontento da parte degli studenti veronesi. Secondo il rilevamento infatti, se poco più della metà sembri conoscere la governance, quasi tutti manifestano almeno qualche dubbio sulla gestione. Eccoci quindi a riflettere sulle statistiche e a fare un punto della situazione.

Anzitutto va fatta una giusta introduzione sullo stato attuale della governance, la quale versa in uno stato di criticità, con un commissariamento in atto. Non si tratta di nulla di nuovo, quanto di una formula ricorrente negli ultimi anni per la gestione dell’Esu. Non essendo infatti stata capace la Regione di trovare accordi, è stato messo in carica un commissario temporaneo – Francesca Zivelonghi, già precedentemente presidente – che nel frattempo deve rimpiazzare la tipica costituzione dell’istituzione. Secondo il decreto del Presidente della giunta regionale dello scorso 25 maggio, questa rimarrà infatti in carica al massimo per altri 120 giorni, mentre si procede con la ricerca di un nuovo presidente.

In circostanze normali avremmo invece un presidente, 2 incaricati dalla regione, 1 docente ed 1 studente. Allo stato attuale delle cose, il consigliere degli studenti Cossu – nominato lo scorso dicembre come rappresentante in Esu – deve ancora ricevere la nomina formale. Problemi come il rimborso per le quote delle mense chiuse, le borse di studio per gli studenti delle accademie e la gestione delle entrate e uscite dagli alloggi sono certamente temi da affrontare con urgenza, ma al momento mancano le prerogative per farlo.

Tornando al nostro sondaggio fra gli studenti, solo il 28% dei votanti valuta positivamente l’operato dell’Esu durante l’ultimo anno. Il 13% valuta positivamente l’operato della governance. Il 14% valuta positivamente la gestione delle borse di studio. Meno della metà valutano positivamente o nella norma il servizio mensa Esu, mentre solo il 5% valuta positivamente la gestione delle residenze. Il 54% conosce la governance Esu, ma il 91% ritiene che l’Esu debba cambiare.

Come si può fiutare con un po’ di critica, abbiamo una buona dose di disfattismo quando si parla di Esu. C’è da dire che non sempre si calcolano le difficoltà che stanno dietro al sistema e ci si disinteressa eccessivamente al momento di eleggere chi poi dovrà collaborare con l’ente. Naturalmente poi, quando arriva, l’italiano medio ci mette la sua scatenandosi a gran voce contro l’istituzione come se dipendesse tutto da questa. Certo, in buona parte è vero, ma non al 100%. Come spesso accade in vari contesti infatti, dietro all’ente troviamo una complessa trama di accordi, politica e burocrazia che non sempre favoriscono il suo corretto funzionamento.

Possiamo a questo punto notare come, se avessimo cominciato a parlare direttamente dai sondaggi, sarebbe stato più difficile interpretarne i dati. Fatte invece le giuste precisazioni appare ora più naturale leggere le difficoltà di un ente che versa in una circostanza di debolezza in via della necessaria ricostituzione.

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