La campana suona per te

La Campana Suona per Te
Tempo di lettura: 3 minuti

Sentore di sessione. Probabilmente stai leggendo questo articolo perché non hai voglia di studiare. Magari lo lèggerai a sessione terminata, magari non lo leggerai mai. Fatto sta che questo articolo è stato scritto ed ora è “parte della terra” – come diceva John Donne nella sua poesia, probabilmente la più famosa ed apprezzata – “For whom the bells tolls”.

Se non scrivessi questo articolo non sarei “parte del tutto”, perché del resto “ogni uomo è parte della terra”, quindi lo scrivo per contribuire a far riflettere i nostri lettori. Abbiamo passato un periodo molto difficile e delicato, non solo per la reclusione. Abbiamo visto la nostra istruzione sacrificata, abbiamo perso amici e parenti, abbiamo avuto modo di pensare più del solito e di farci del male con le nostre stesse mani. O meglio, con i nostri stessi pensieri. È proprio qui che capiamo che “Nessun uomo è un’isola, completo in sé stesso”. La nostra vita è vincolata e veicolata dallo scenario e dal contesto che ci circonda. Siamo “parte del tutto”. E nessuno può stare veramente da solo (escludendo entità spirituali).

Questa pandemia ci hai ricordato che “L’Europa – di fronte alla natura – risulta essere più piccola, come se fosse un promontorio”. Dinnanzi a forze maggiori infatti ogni manovra eseguita, ed anche la più violenta protesta – come molte ne abbiamo viste – è inutile sul nascere. Solo il tempo ha portato a risultati, mentre la gente dietro l’angolo sparava sulla folla per il malcontento. “Perché degli uomini dovrebbero uccidere per una collina?”. Se lo chiedono anche i Metallica nel brano omonimo alla poesia di Donne pur non essendo filosofi. O per lo meno non apparentemente. E così rispondono alla domanda, molto argutamente a mio avviso: “Uomini duri, ancora vivi nell’impeto del furore. Impazziti dal dolore che hanno già provato”.

Ancora una volta non si può sfuggire da ciò che non può che soverchiarci. Eppure permane la domanda, “per chi suona la campana?”. Per capirlo veramente dovremmo azzardare anzitutto un’autoanalisi. La risposta non è certamente perché siamo tutti frutto del male, quanto perché esistiamo e stiamo vivendo tutto ciò. Viviamo la pandemia, viviamo la sessione, viviamo storie e rapporti; ergo, viviamo inevitabilmente dissidi interiori che solo un mondo utopistico ci risparmierebbe.

Nulla però fa più male di una cosa. Infatti, “la morte di ciascun uomo mi sminuisce, perché faccio parte del genere umano”. Certo, escludendo casi di egoismo senza ritegno. Fatto sta che si tratta di una citazione che siamo tristemente stati costretti a comprendere in questo periodo pandemico. Questa è una storia antica, certo, ma ora togliamo finalmente questo velo di pessimismo e facciamo spazio ad una riflessione più salubre per il nostro umore.

In qualsiasi cosa facciamo – e qui tornano i Metallica – ciascuno di noi “Combatte la propria battaglia sulla collina all’inizio del giorno”. Si parte dalla cima della collina sul nascere di ogni nuovo giorno, di ogni nuova occasione; ogni volta che iniziamo un lavoro o progetto e, certo, ogni volta che iniziamo a studiare. Solo successivamente, con il calare del sole piuttosto che con lo scemare dell’attività la scendiamo lentamente per arrivare a valle. Eppure, anche da sopra la collina, proprio all’inizio, non siamo spesso in grado di renderci conto che “nessun uomo è una collina”, che a valle ci sarà sempre qualcuno o qualcosa ad aspettarci che non conosciamo ancora.

Non serve quindi pensare alla peggiore delle ipotesi per capire per chi suoni la campana. Da che il mondo è mondo ci saranno sempre difficoltà e ostacoli vari, ma anche sorprese che ti cambieranno la vita. Per questo la campana suonerà sempre per qualcuno. Certo, suona e suonerà anche per te, ma non suonerà sempre a lutto.

Potrebbero interessarti anche...

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

diciassette − quindici =