La conciliazione tra identità locale ed europea

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La Gfe supporta il sistema federale degli Stati Uniti d’Europa nella valorizzazione dell’autogoverno locale e nel perseguimento di obiettivi comuni per i paesi europei.

La Gioventù Federalista Europea durante una manifestazione federalista a Verona

Come si concilia l’identità locale con quella europea? Questo è il quesito che è stato posto ad Andrea Zanolli, presidente della Gioventù Federalista Europea (Gfe) della sezione Verona, prima di salutare venerdì sera la diretta Instagram di Pass Magazine. Perché un cittadino italiano dovrebbe sentirsi dunque prima di tutto europeo? «Quando usiamo il termine identità dobbiamo capire prima di tutto di cosa stiamo parlando perché è un tema molto complicato – spiega Zanolli -. Ci si può sentire più cose nello stesso momento o la nostra identità può essere multipla al suo interno: posso sentirmi abitante del mio paese, ma anche veronese, veneto, italiano, europeo, abitante del mondo o semplicemente umano. Tutti questi aspetti fanno parte della mia identità e non per forza devono essere in conflitto fra di loro».

L’Unione Europea rappresenta infatti l’unità di tante culture differenti che desiderano però stare assieme. Secondo la Gfe, un sistema federale europeo potrebbe dunque garantire un’unità nella diversità, senza trascurare però le istanze territoriali che ciascun paese dell’Unione contiene al suo interno. Di conseguenza, un sistema europeo dovrebbe essere in grado di rispettare le identità locali molto di più di quanto facciano gli Stati stessi, che sono troppo centralizzati. Da molto tempo infatti alcuni territori come la Catalogna o la Scozia rivendicano la propria indipendenza, proprio perché spesso si sentono oppressi dalle decisioni politiche di un governo centrale.

«Lo stato nazionale, anche quello italiano, non ha un grandissimo rispetto delle identità locali dal mio punto di vista, a differenza di quello che potrebbe accadere all’interno di un sistema federale – afferma Zanolli – pensato proprio per difendere le istanze territoriali che lo costituiscono. Il livello ulteriore europeo non dovrebbe assolutamente andare in conflitto con le realtà locali, ma essere un ampliamento di queste identità».

Manifestazione federalista davanti all’Arena

Gli Stati Federali Uniti di Europa non solo potrebbero essere per la Gfe il modello più adatto a rispettare l’autogoverno locale, ma sono necessari anche per cercare di operare in alcuni ambiti in cui le regioni e gli stati nazionali non possono muoversi autonomamente, come nel caso della questione del cambiamento climatico. Un argomento che interessa in particolar modo tutte le generazioni più giovani, nonché uno dei temi che porta la Gfe a mettersi in gioco nella politica europea.

«Gli avvenimenti storici o politici di grandissimo spessore non nascono solo nei palazzi del potere di Roma o di Bruxelles, ma derivano da pressioni sociali – dice Zanolli -. La Gfe rispecchia una parte di quella politica dal basso di confronto e di discussione che tenta di interferire con cittadini e potere, diffondendo le proprie idee e cercando di sensibilizzare la popolazione su alcuni temi. Se ci sono delle cose che non vanno nella propria società bisogna fare qualcosa e lo possiamo fare anche noi giovani, assumendoci le nostre responsabilità e attuando noi stessi dei cambiamenti».

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