La faccia di Maggie

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Ha solo 7 anni ma ha già le idee molto chiare su cosa gli adulti le possono dire. E sui suoi supereroi preferiti nessuno può metterci il becco, nemmeno una multinazionale.

Il motto di Tesco, azienda inglese di vendita al dettaglio, è “tutte le piccole cose aiutano”. E Maggie,

effettivamente, è piuttosto piccola ma è stata certamente d’aiuto, considerando che la settenne ha fatto ritirare da tutti i punti vendita dell’azienda sopracitata la pubblicità sessista da cui si è sentita offesa.

Maggie si trovava con la madre, Karen Cole, in un negozio Tesco a Poole, Gran Bretagna, quando ha visto tra gli scaffali una sveglia-giocattolo dei suoi supereroi preferiti, pubblicizzata però come “fun gift for boys” (divertente giocattolo per maschietti). Maggie che ama Superman, e Batman, e Spiderman, e Wonder Woman non ha saputo contenere la propria indignazione e si è rivolta alla madre con queste parole: «Ma questo è sbagliato! A tutti possono piacere i supereroi, questi qui sono proprio stupidi, non è vero?».
Ha anche accompagnato questa sua presa di posizione con un’espressione facciale di pura rabbia e disprezzo, di quelle che solo i bambini delle elementari riescono a fare, che la madre ha catturato in una foto, poi postata su Twitter. L’immagine, con la descrizione dell’avvenimento è diventata virale in pochissimo tempo, raggiungendo più di 10.000 retweet in pochi giorni e scatenando un’orda di proteste contro la pubblicità stupidamente discriminatoria della Tesco.
L’azienda, preso atto dei suggerimenti della piccola, ha ritirato la pubblicità in questione, porgendo le più sentite scuse e specificando: «La sveglia è un bellissimo regalo sia per le femmine che per i maschi. Il cartello pubblicitario è stato rimosso e ci scusiamo se ha causato qualche confusione».
La reazione di Maggie si unisce alla campagna “Let Toys Be Toys”, che da tempo fa pressione sui diversi brand perché i giocattoli siano targati in base al loro contenuto piuttosto che al genere a cui si rivolgono, o meglio credono di rivolgersi: la questione potrebbe suonare superficiale ai più, ma marchiare un giocattolo come esclusivamente “per maschi” o “per femmine” altera pesantemente la percezione che bambini e bambine hanno su ciò che le donne e gli uomini sono in grado di fare. E dire a qualcuno che non può fare qualcosa perché è maschio o femmina è sbagliato (e stupido).
Recentemente un opuscolo della Lego risalente al 1974 è stato riscoperto e postato su Reddit.com.
Recita così:
«Il desiderio di creare è ugualmente forte in tutti i bambini. Maschi e femmine. È l’immaginazione che conta. Non le abilità.»
Dovremmo davvero considerare l’idea di seguire questo suggerimento vecchio di quarant’anni, forse smetteremmo di vedere ovunque facce indignate come quella di Maggie (e di tante altre bambine e bambini, ma anche di persone adulte che vorrebbero proprio smetterla di vedere pubblicità che ci dicono con che cosa possiamo giocare).
di Chiara Boni

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