Fuori Programma: La Migliore Offerta

La Migliore Offerta
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La migliore offerta, uno psycho-thriller che tutti dovrebbero vedere. Il film, diretto da uno dei più grandi registi nostrani con attori d’eccellenza e pluripremiato a Cannes, è in grado di suscitare enorme mistero nel telespettatore. Allerta spoiler, ma per Tornatore ne vale la pena.

Virgil Oldman, noto e stimato battitore d’asta, erudito ed autorevole come pochi, passa la propria vita completamente solo. Più o meno. Quando torna a casa infatti, si siede a contemplare la sua passione: la sua sterminata collezione di ritratti femminili.
Arriva il giorno del compleanno del signor Oldman, e come da tradizione risponde alla prima chiamata del giorno al posto del segretario, ma non sa che quest’anno la chiamata sarà deleteria. Risponde infatti una certa signorina Ibbetson, la quale prende affannosamente contatto per vendere la villa e il patrimonio culturale ereditati. Questo sarà infatti l’inizio di un lungo gioco psicologico contro Oldman.

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La prima visita alla villa si conclude sul nascere: cancello chiuso. Durante la seconda visita Oldman viene accolto dal portiere, al quale viene delegato il lavoro della signorina Ibbetson che sostiene di avere la febbre. Durante questa visita trova un marchingegno che si rivelerà parte di un antico automa dal valore inestimabile. Torna dunque una terza volta per fare l’inventario sperando di trovare altre componenti – cosa che riuscirà a fare – ma anche questa volta la signorina Ibbetson non c’è. E non solo, nota segni di vita nella casa (il pianoforte è stato usato e un vetro è stato rotto).

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A questo punto Oldman alterato per la perenne assenza della proprietaria la chiama, ma si rende conto che si trovano nello stesso edificio a causa dei rumori comuni. Scopre quindi che la signorina Ibbetson è sempre stata rinchiusa nella villa. Sentendosi soggiogato, dunque prende e se ne va.

Dovendo portare a termine il lavoro parla dunque con il portiere, il quale riferisce ad Oldman che la signorina soffre di una malattia: l’agorafobia. La signorina Ibbetson non riesce infatti a vedere persone o a stare nei luoghi aperti. Lei è infatti rinchiusa in camera sua da quando aveva 15 anni, o per lo meno così la racconta. Acquisita questa informazione Oldman torna per lasciare il contratto, iniziando a rimanere affascinato dalla ragazza. Da qui in poi inizierà un sottile gioco psicologico da parte della Ibbetson. Ma cui prodest?

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Nel frattempo continua il ritrovamento dei marchingegni per l’androide, finché una sera Oldman finge di uscire sbattendo la porta e si nasconde dietro ad una statua. Vede così la ragazza che esce nel salone e se ne innamora, ma malauguratamente suona il telefono di Virgil e la ragazza – finge – un attacco di panico e si rinchiude in camera. Dopo una discussione telefonica i due cominciano a frequentarsi e lui tenta di curarla dalla malattia di lei portandola fuori dalle mura di casa. Tutto ciò continua finché Oldman, oramai innamorato del volto di donna non dipinto di lei, le chiede di trasferirsi a casa sua. La ragazza accetta.

Oldman inizia a mollare il lavoro per dedicarsi al nuovo amore e tiene l’ultima sua asta con una performance da vero fuori classe, ma al suo ritorno avrà una brutta sorpresa. Tornato a casa non trova più soltanto la ragazza, ma anche la sua personale collezione di ritratti. Trova solo l’androide, ora ultimato, che ripete una frase status che aveva precedentemente detto alla ragazza «In ogni falso si nasconde sempre del vero».

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E così, dopo aver capito che si trattava di un lavoro di frode sopraffine, il film – girato veramente molto bene, con inquadrature eccezionali, attori impeccabili e scenari suggestivi che evocano il mistero – termina con il signor Oldman che impazzisce e finisce in cura.

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Ma se prima era cornuto, a breve sarà anche mazziato. Il lungometraggio termina con il ricordo – precedente al ritorno dopo che la casa era stata svuotata – di Oldman mentre è in cura che torna al bar che da sulla villa dove era solito andare e conosce la vera proprietaria della villa, la quale riferisce che era stata data in affitto fino a qualche giorno prima.

Un film straziante, avvolto nel mistero e nell’inquietudine che scava nella psicologia non solo di un uomo, ma di Virgil Oldman, oramai solo l’ex miglior battitore d’asta al mondo.

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