Le aziende sponsor di Jeiom spiegano il “Branding yourself”

Le aziende sponsor di JEIOM spiegano il "Branding yourself" (pt.1)
Le aziende sponsor di JEIOM spiegano il "Branding yourself" (pt.1)
Tempo di lettura: 4 minuti

Punto focale dell’evento JEIOM è l’incontro con le aziende.

Un momento formativo che ha spiegato quali siano le skill da possedere per aver un buon livello di “branding yourself” (tema centrale dell’evento). Abbiamo così deciso di intervistare gli esponenti delle aziende che hanno tenuto i workshop.

Alex Lanaro, chief coach di Skill Hackers

Qual è la proposta che oggi farete agli studenti di Jebv durante il workshop ?

Il workshop con titolo di “Hacking project management” vuole offrire agli studenti un approccio estremamente funzionale e pratico al project manager. In un’ora e mezza affronteremo i principi base del project management, curati da Giorgio Basaglia di Yellow&Partners, e capiremo come utilizzare al meglio Excel: un tool fondamentale nel nostro campo.

Giorgio Basaglia (senior partner di YellowKnife e Partners)

Alex Lanaro e Giorgio Basaglia (da sinistra)

Guardando alle prospettive dopo questa pandemia, quali sono i trend e opportunità che uno studente di economia o giurisprudenza dovrebbe cogliere?

Uno studente dovrebbe buttarsi nel mondo del lavoro guardandolo in una prospettiva globale, perché di base si può puntare a fare qualsiasi cosa, solo che difficilmente si potrà trovare un lavoro con sviluppi esclusivamente locali. Naturalmente chi sarà disponibile a fare questo salto avrà maggiori opportunità di carriera. Questi meccanismi sono la diretta conseguenza della globalizzazione, ma soprattutto del bisogno di interrelazione.

Dunque più che una competenza specifica è necessario aver sviluppato un determinato modo di pensare. È di questo che sono in cerca i datori di lavoro?

La competenza è data come scontata e basilare, mentre la capacità di declinarle su scala globale può fare la differenza in un mondo del lavoro sempre più competitivo.

Guido Zamperini, partner di SDG consulting e responsabile dell’area CPM (corporate performance management)

Guido Zamperini

Cosa offrirete agli studenti durante il vostro workshop?

Il contenuto riguarda un po’ la sfida del “brand yourself”. Il successo dei dati, l’esplosione di pervasività che stanno avendo le analitiche in tutto il mondo industriale, fa sì che una persona -un consulente nel nostro caso- in grado di interpretare e rielaborare le informazioni, sia in grado di dare effettivamente un buon contributo consulenziale e di dare un buon servizio a qualsiasi azienda/cliente.

E operativamente, qual è la storia che racconterete per arrivare a questo obbiettivo?

Per la storia prendiamo l’esempio di un’azienda nostra cliente, che dagli anni 90 fino ai giorni nostri abbiamo seguito e che ci dà l’opportunità  di vedere come nell’evoluzione di un’azienda nel suo ciclo di vita – dalla nascita fino all’espansione, l’internazionalizzazione, ecc- possa essere supportata da analitiche e da strumenti di supporto.

Quali sono le caratteristiche che deve avere il vostro studente ideale per lavorare in questo settore?

Sicuramente senso critico e capacità di analisi. Deve essere una persona interessata ad approfondire i numeri, il significato che possono avere le informazioni. Dal punto di vista dell’hard skill o dei contenuti di business abbiamo le nostre scuole interne, centri di eccellenza e di alta formazione, che vi provvedono.

Francesco Blafo, partner di Nexid per il settore di consulting

Quali sono i contenuti che proporrete nel vostro workshop?

Oggi proponiamo un workshop in inglese dal titolo “Digital branding in the digital jungle”, nel quale faremo una carrellata di quello che significa per Nexid personal branding.

Francesco Blafo

Quali sono i vostri suggerimenti per gli studenti che si affacciano al mondo del lavoro e del marketing?

Per la nostra azienda sono fondamentali le skill legate all’instaurazione di un clima positivo nell’ambiente di lavoro, più nel particolare l’empatia, e il saper utilizzare strumenti digitali a supporto delle analisi. Relativamente a quest’ultimo mostreremo qualche tool che utilizza l’intelligenza artificiale per fare analisi di marketing che vertono sul mondo della psicolinguistica e del linguaggio, sulla sentiment analysis e del minding delle opinioni, cioè di tutti questi trend che sono nati a seguito degli strumenti digitali.

Quali sono le competenze che uno studente deve sviluppare per poi entrare in questo ambito laborativo.

La cosa fondamentale è sviluppare delle competenze cross. Dunque per esempio uno studente di economia al giorno d’oggi non sono sufficienti le nozioni che apprende all’università, ma sarebbe importante affiancare delle conoscenze di data governant e data management, oltre al saper approcciare delle logiche di gestione del dato degli analytics. Difatti le persone che abbiamo nel team marketing di Nexid, oltre ad essere esperte nel loro campo, sono competenti anche sugli aspetti digitali-tecnologici che stanno dietro la gestione del dato.

LEGGI ANCHE: Al Jeiom le aziende sfidano i preconcetti sui giovani lavoratori

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2 risposte

  1. 11 Ottobre 2021

    […] LEGGI ANCHE: Le aziende sponsor di Jeiom spiegano il “Branding yourself” […]

  2. 13 Ottobre 2021

    […] come ogni azienda ha deciso di utilizzarlo per distinguersi dalle altre nel mercato del lavoro. Le aziende che hanno partecipato al Jeiom sono tutte diverse ma hanno un punto in comune: credono nelle […]

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