Perché gli italiani studiano la lingua inglese?

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Secondo un’indagine di My English School gli italiani guardano principalmente al proprio futuro lavorativo e studiano l’inglese sognando di spostarsi all’estero.

I dati raccolti evidenziano che, nel 2015, su un campione di 7800 persone, il 36% di coloro che hanno preso lezioni di inglese lo ha fatto a fini professionali. Lo studio delle lingue è ritenuto fondamentale per migliorare la propria posizione lavorativa, fare carriera e sviluppare nuove competenze spendibili sul mercato del lavoro. Inoltre se a questo dato si aggiunge quello relativo a coloro che studiano l’inglese per migliorare il proprio curriculum (8%), si ottiene addirittura il 44% del campione totale a conferma del fatto che gli italiani guardano principalmente alla propria crescita professionale.

Inoltre, rispetto al 20Infografica_MyEnglishSchool14, il numero di coloro che sognano di trasferirsi all’estero per motivi di studio o di lavoro è addirittura raddoppiato, passando dal 10,7% al 21% nel 2015 (il 13% sogna di lavorare all’estero mentre l’8% desidera studiare fuori dal confine nazionale). Ma non si tratta solo di emigrare verso un futuro migliore: fra coloro i quali vogliono spostarsi si trovano anche quelli che desiderano far visita a una persona cara o che hanno un familiare che già vive all’estero.
Diviso fra il trasferimento e la possibilità di fare carriera in patria si trova anche quell’11% di intervistati interessato all’ottenimento di una certificazione internazionale; la stessa percentuale (11%) interessa anche chi si dichiara attratto dallo studio dell’inglese per motivazioni strettamente legate allo studio: il dato è probabilmente indicativo di una situazione di sofferenza delle scuole italiane che stentano a preparare adeguatamente gli studenti dal punto di vista linguistico. Infatti, la maggior parte di coloro che studiano inglese per motivi scolastici (il 22% del campione totale è studente), lo fa soprattutto per ottenere le idoneità di lingua straniera richieste dai diversi corsi di studio, soprattutto universitari.

Ma dall’indagine emerge che non si va all’estero solo per studiare o lavorare: infatti c’è ancora chi studia inglese per poter viaggiare in autonomia e visitare paesi lontani. Il dato riguarda soprattutto gli uomini (il 57% di coloro che hanno dichiarato come motivazione il viaggio è, infatti, maschio) ed è tuttavia in calo rispetto al 2014; è passato dal 12,6% al 5%.

Non emergono, infine, rilevanti differenze a livello di genere, eccezion fatta per chi afferma di studiare l’inglese per cultura personale (8% del campione): infatti, sebbene la percentuale risulti dimezzata rispetto al 2014, la maggior parte di coloro che studiano le lingue per piacere, per ampliare i propri orizzonti e per dotarsi di strumenti utili a comprendere il mondo, è donna (il 64%). Per gli uomini, invece, la motivazione principale sembra essere quella legata al perfezionamento del proprio curriculum (il 59% di chi si dichiara interessato al miglioramento del cv è, infatti, maschio).

Per quanto riguarda i Veronesi?

La scuola di inglese MyES di Stradone Porta Palio 82 a Verona è tra i centri con la maggior richiesta di formazione per motivi legati all’ottenimento di una certificazione internazionale (46%). Il secondo dato più importante è, invece, quello relativo allo studio dell’inglese per necessità formative: il 33% degli intervistati, infatti, necessita dell’ottenimento di idoneità linguistiche richieste da uno specifico corso di studi. Questo, probabilmente, indica una certa sofferenza delle scuole italiane che, ancora, stentano a preparare adeguatamente gli studenti dal punto di vista linguistico.

«A Verona gli iscritti al centro MyES studiano l’inglese principalmente per ottenere una certificazione internazionale ma anche per motivazioni legate allo studio. Fra gli iscritti, infatti, sono moltissimi gli studenti che cercano di ottenere idoneità linguistiche richieste dai propri corsi di studio universitari» ha dichiarato Luigi Sguerri, Amministratore Unico di MyES. «Essere diventati in breve tempo il punto di riferimento di chi desidera investire sul proprio futuro, ci riempie di orgoglio. E ci spinge a fare sempre meglio».

 

La Redazione

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